Hera. Zacchiroli non cambia idea: “Si può toccare il top”

Bologna, 29 apr. – Lo stop del sindaco Virginio Merola non ferma il confronto sul taglio allo stipendio del presidente di Hera. Benedetto Zacchiroli ha rinunciato a presentare l’ordine del giorno, ma non cambia idea: “Non tocchiamo il desiderio del comandante – ironizza ai nostri microfoni, e aggiunge – io resto della linea che la sobrietà può essere chiesta a tutti, non deve per forza essere richiesta per legge. Ci può essere un’attenzione alla vita reale di tutti i cittadini anche senza che lo richieda la legge”.

Zacchiroli si dice soddisfatto della condanna di Merola delle parole di Tomaso Tommasi di Vignano che riguardo al suo stipendio, qualche giorno fa ha detto: “Non credo di sentire il bisogno di ulteriori interventi (di riduzione, ndr)”. Allo stesso tempo però Zacchiroli ribadisce che la politica può fare di più: “Per fare di più bisogna essere un po’ più aderenti alla realtà e un po’ meno a delle idee che stanno in un iperuranio platonico”. E nello specifico su Hera: “La responsabilità sociale non vuol dire solo fare dei progetti sulla città ma anche avere responsabilità sociale nel top management, che è quello che io chiedevo e continuo a chiedere”.

Come? Cathy La Torre di Sel ricorda che c’è già un odg approvato nel 2012 con i voti anche del Partito Democratico e annuncia che chiederà una commissione per fare il punto sulla sua applicazione. “I poteri del consiglio comunale sono quelli di indirizzo e di controllo non sono quelli di coercizione. Cioè: noi abbiamo dato un indirizzo alla giunta che è quello di applicare quell’ordine del giorno che chiede che ci si un ricontenimento negli emolumenti e la giunta non lo fa o lo fa parzialmente, noi non abbiamo potere coercitivo”.

A ricordare l’odg del 2012 è anche Benedetto Zacchiroli: “Andiamo avanti su questa strada” e ricorda che molti interventi di riduzione dei costi sono già stati messi in atto dall’amministrazione. Il sindaco pone dei limiti? “A questo punto è un problema suo” ci risponde Zacchiroli che però non vuole parlare di possibilità di primarie per il secondo mandato del sindaco, troppo presto. E’ evidente in ogni caso che la divergenza tra il consigliere renziano della prima ora e Merola, convertito renziano, resta.

Precisiamo che Hera è un’azienda quotata in borsa quindi non deve sottostare al tetto dei 240mila euro quotato da Renzi. Abbiamo chiesto al professore Massimiliano Marzo, docente all’Unibo, di spiegarci il perché.

 

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