Hera. Presidente Tommasi: “Al mio stipendio non servono altri tagli”

Bologna, 23 apr. – Si taglia sul compenso dei componenti del Cda ma non su quello del presidente.

Oggi l’assemblea dei soci di Hera ha approvato una riduzione del numero dei componenti del Cda, che passano da 20 a 14, e sul compenso fisso percepito dai componenti,  si passa da 50.000 a 40.000 euro. La proposta è passata con l’83,6% dei voti favorevoli, il 15,75% di contrari ed uno 0,6% di astenuti. La proposta è stata avanzata da Daniele Manca, primo cittadino di Imola e presidente del patto di sindacato della multiutility. Ai 50.000 euro di compensi fissi, ad oggi, si aggiungono 25.000 euro per la partecipazione a comitati: materia di competenza del Cda (al pari dei compensi di presidente e amministratore delegato) che, alla prossima riunione, dovrebbe operare anche in questo caso un taglio di 5.000 euro. Compensi fissi e compensi per la partecipazione a comitati non comprendono il rimborso delle spese fisse affrontate nell’esercizio della funzione di consigliere, ad esempio il rimborso del carburante.

E’ ipotizzabile un taglio anche alla busta paga del presidente, Tomaso Tommasi di Vignano? “Non credo di sentire il bisogno di ulteriori interventi”, afferma il diretto interessato, una volta conclusa l’assemblea.

Attualmente il compenso di Tommasi di Vignano supera il limite ipotizzato da Matteo Renzi, di 240mila euro. Hera è un’azienda quotata in borsa quindi non soggetta ai limiti per i manager del settore pubblico.  D’altra parte secondo il presidente della multiutility Hera ha già fatto molti tagli “sia a livello di consiglieri, non ultimo quello odierno chiesto dai soci, sia, l’anno scorso, anche con una contribuzione diretta da parte mia e dell”amministratore delegato nel ridurre i compensi”. Di conseguenza, “non credo di sentire il bisogno di ulteriori interventi”, chiosa Tommasi. Nella relazione sulla remunerazione del gruppo aggiornata al 31 dicembre 2013, il compenso sia del presidente che dell’ad ammonta a poco più di 457.000 euro, 350.000 euro dei quali di retribuzione fissa.

Intanto all’esterno del Cnr, dove si è tenuta la riunione dei socia, le associazioni ambientaliste, con Legambiente, Wwf e Greenpeace e il Comitato Acqua Bene Comune Emilia Romagna hanno tenuto un presidio. Ad ogni auto che entrava nel centro congressi gli attivisti hanno distribuito il volantino contro la partecipazione di Hera al progetto di centrale a carbone a Saline Joniche (RC). Alla lettera indirizzata ai sindaci per ora hanno risposto in quattro: i sindaci di Forlì, Ferrata,  Padova e Muggia (Ts).

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