Bologna, 28 apr. – Un’ora e mezzo di faccia a faccia tesissimo (“Com’è stato? Come il tempo che c’è fuori”, racconta uno dei presenti) tra il sindaco di Bologna Virginio Merola e i consiglieri comunali del Pd sulla proposta di odg fatta dal renziano Benedetto Zacchiroli con la ”copertura” del segretario Raffaele Donini. Ancora questa mattina Donini insisteva sul merito della questione, che lo vedeva sul fronte opposto rispetto al sindaco: “come segretario del Pd quando sento un manager che prende più del capo dello Stato che dice di non sentire la necessità di ridurre il suo emolumento dico che invece sarebbe un bel segnale se si proseguisse sulla strada della sobrietà”.
Alla fine, la rottura totale è stata evitata e ha prevalso la linea del primo cittadino: il Pd non presenterà alcun testo per chiedere un ulteriore taglio degli stipendi dei manager nelle partecipate. Durante le dichiarazioni di inizio seduta, Zacchiroli ha preso la parola per annunciare che non avrebbe presentato l’ordine del giorno.
Il caso è scoppiato in seguito alle affermazioni del presidente Hera Tomaso Tommasi di Vignano. Mercoledì scorso, infatti, l’assemblea dei soci di Hera ha approvato una riduzione del compenso fisso percepito dai componenti del Cda. E’ ipotizzabile un taglio anche alla busta paga del presidente, Tomaso Tommasi di Vignano? “Non credo di sentire il bisogno di ulteriori interventi”, rispose il diretto interessato, una volta conclusa l’assemblea.
Cathy La Torre, capogruppo Sel in consiglio comunale, scrive su facebook: “Quando si dice avere la memoria corta: nel 2012 il Consiglio Comunale ha approvato un ordine del giorno proposto da me e da Lorenzo Sazzini che invitava a ridurre gli stipendi dei manager delle partecipate dal Comune. Lo votarono e firmarono anche tanti colleghi del PD: basta che la giunta lo applichi!”
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