L’alleanza Landini-Ciotti per il reddito garantito

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Bologna, 21 mar. – “Come si fa a chiedere a chi sta in povertà assoluta di aiutaci a sconfiggere la ‘ndrangheta?”, con questa domanda Giuseppe De Marzo di Libera risponde a chi si chiede perché un’associazione antimafia si debba occupare di reddito. Sono stati 18 i seminari organizzati da Libera per il pomeriggio della “XX giornata della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti di mafia”, a seguito del corteo. Alla facoltà di Giurisprudenza si parla di reddito garantito, reddito minimo ed è atteso, e si fa attendere, il segretario nazionale della Fiom, Maurizio Landini. Libera ha lanciato solo una settimana fa la campagna e raccolta firme “100 giorni per un reddito di dignità.

Una posizione non scontata quella delle tute blu per il reddito. A precisarlo, nel suo intervento è lo stesso Landini che ricorda come Bruno Trentin si fosse sempre espresso contrario. “Non capivo perché dovevo pagare uno che non lavorava”, ha detto il segretario della Fiom. “Allora però non c’era la disoccupazione che c’è ora, ora il mondo del lavoro è cambiato”, dice Landini, “ora siamo passati alla cultura del favore. Devi anche ringraziare chi ti dà del lavoro”, quindi c’è bisogno di regole nuove, tra cui il reddito garantito.

E chi lo porta avanti questa proposta è una coalizione sociale nuova, forse inedita. Al corteo di Libera hanno partecipato moltissimi studenti dei presidi nelle scuole, come gli Scout, che facevano cordone ai familiari delle vittime, i cattolici che vengono dal Gruppo Abele, come lo stesso De Marzo che nel suo intervento cita Costituzione e parole di Papa Francesco. E’ il curatore della campagna “Miseria Ladra”, da cui è nata la mobilitazione di Libera e Bin Italia per il reddito garantito. Di fronte a questo pubblico composito Landini ricorda la piattaforma della manifestazione del 28 maggio a Roma: “Bene il reddito minimo, ma anche il ritorno dell’art.18” e dalla platea parte un’ovazione, dai giovani scout ai delegati di fabbrica, dagli studenti e ai pensionati. Le regole nuove, per Landini, comprendono il diritto allo studio così come le pensioni. I lavori non sono uguali, ci sono lavori usuranti, ha voluto sottolineare: sono quelli che accorciano la speranza di vita, “e se fai regole uguali per persone diseguali, stai facendo un’ingiustizia”.
Per Landini la legalità ha bisogno di leggi nuove sugli appalti, regole che stabiliscano la responsabilità di chi decide le condizioni della gara d’appalto. Le gare al massimo ribasso sono la breccia attraverso cui l’illegalità entra nel mondo del lavoro.

Questa è la posizione della Fiom, ci ha tenuto a precisare Landini alla fine del suo intevento, “non vorrei allargarmi troppo, non so cosa ne pensano gli altri sindacati”. Il riferimento, neanche troppo velato, è alla Cgil. Il gelo con la segretaria Susanna Camusso si è percepita anche durante il corteo, dove pare che i due non si siano incontrati. Landini durante il corteo non ha risparmiato gli attacchi al Governo: “Combattere la mafia è una scelta politica” ha detto citando la riforma del lavoro: “Lì hanno fatto prestissimo, senza discutere con nessuno. I provvedimenti che servono a questo paese li rinviano, non li discutono. Vuol dire che c’è qualcosa non torna, c’è qualcosa che tocca”. Tra le leggi rimandate ci sono le diverse proposte sul reddito garantito.

Il discorso di Don Ciotti dal palco della manifestazione di Libera

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