Don Ciotti: “Cacciamo i corrotti, non i migranti”

Don luigi ciotti primo piano

Bologna, 21 mar. – “Vorrei dire a chi si è tanto preoccupato di cacciare i migranti del paese, che bisogna cacciare i corrotti e i mafiosi“. Don Luigi Ciotti, il fondatore di Libera, dal palco di Bologna della ventesima giornata della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti delle mafie, incalza la politica ad “avere coraggio”. “Bisogna avere più coraggio” spiega il prete torinese alle decine di migliaia di persone che affollano piazza VIII Agosto al termine del lungo corteo che ha invaso Bologna, facendola per un giorno capitale dell’antimafia. Coraggio che, per il prete torinese, deve portare il Parlamento a legiferare, bene e presto, sulla corruzione, sui reati ambientali, sul falso in bilancio. Per sconfiggere le mafie, e la corruzione (“due facce della stessa medaglia” dice don Ciotti), bisogna smettere di fare “negoziati”: “Chi non vuole una legge sulla corruzione fa un favore ai mafiosi, ai potenti, alle lobby“.

Sono da poco passate le 12.30 quando don Ciotti sale sul palco in piazza dell’VIII Agosto. Prima di lui il microfono era nella mani di Margherita Asta, figlia di Barbara Asta, una delle tre vittime della strage di Pizzolungo (le altre due vittime furono gli altri due figli di Barbara). “Per noi ogni giorno è il 21 marzo” ha detto Margherita ribadendo la richiesta di avere dallo Stato piena collaborazione nella ricerca della verità e della giustizia per quanto riguarda le stragi di mafia e non solo. Poco prima era stato Giancarlo Caselli, l’ex magistrato torinese, a concludere, leggendo il nome di Marco Biagi, il lungo elenco delle 1035 vittime delle mafie, del terrorismo e delle stragi. La piazza, come sempre accade il 21 marzo, ha seguito in silenzio la staffetta di politici, magistrati, personalità dello spettacolo, della cultura, dell’associazionismo, dell’imprenditoria, del sindacato impegnati nella lettura dei 1035 nomi delle vittime innocenti delle mafie, del terrorismo e delle stragi. “A voi va la nostra memoria e il nostro impegno affinché la verità possa illuminare la giustizia”.

Verità e giustizia: il binomio è stato pronunciato più volte durante il corteo dai famigliari delle vittime. E anche don Ciotti lo ha ripetuto dal palco chiedendo maggiori strumenti e mezzi per la magistratura e le forze di polizia. Non solo repressione, però: per evitare che le mafie attecchiscano bisogna togliere l’oro l’acqua in cui nuotano. E quindi bisogna “ridare ai giovani fiducia nel futuro”. Come? Innanzitutto con il lavoro. E poi perché non arrivare anche ad un reddito minimo o di cittadinanza: “Possibile che ce l’abbiano in tutta Europa tranne che in Grecia ed in Italia?” chiede don Ciotti.

Durante il suo lungo intervento, il fondatore di Libera incalza più volte la politica, dettando una vera a propria agenda antimafia: “Approvate senza modificare una virgola la legge che introduce i reati ambientali”, “approvate una legge sulla corruzione, sul falso in bilancio, sulla prescrizione”, “non accettate compromessi sulla corruzione”, “sostenete la proposta del Governo di fare del 21 marzo la giornata nazionale antimafia”.

 

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