Libera. Le foto e le voci dal corteo dei 200mila di Bologna

familiari vittime mafie libera bologna

Alcuni dei familiari della vittime delle mafie dietro lo striscione d’apertura del corteo

Bologna, 21 mar. –  Duecentomila persone a Bologna per dire ‘no’ alle mafie. Hanno sfilato con le bandiere di Libera e dietro lo striscione d’apertura: “La verità illumina la giustizia”. In testa al corteo, che è partito dallo stadio di Bologna e ha raggiunto il centro, c’erano i familiari delle vittime e il fondatore della rete antimafia, don Luigi Ciotti. Ecco le voci e le foto di chi ha marciato contro tutte le mafie chiedendo “verità” e “giustizia”.

“Il processo di liberazione non è terminato – ha detto Don Ciotti sul palco – Ci vuole un’altra liberazione dalla presenza criminale. C’è bisogno di una nuova Resistenza etica, sociale e politica”.

antonio agostino

I genitori di Antonino Agostino: “Giovani non chiedete favori a nessuno, camminate a testa alta”

La testimonianza dei parenti di Antonio Landieri, ucciso dalla camorra a Napoli. “Non vogliamo essere qui per ricordarlo in maniera malinconica, vogliamo fare memoria attiva. Queste morti non devono essere inutili, la nostra testimonianza deve fare sì che certe cose non accadano più”.

      ANTONIOPARENTE

 

Pasquale Miele è stato ucciso il 6 novembre del 1989 in provincia di Napoli perché aveva detto ‘no’ alle intimidazioni mafiose. La testimonianza del fratello Giuseppe. “Come famiglia abboamo ottenuto verità e giustizia, ma gli esecutori dell’omidicio hanno scontato pochi anni in carcere. Pasquale fu ucciso alle fine degli anni 80, quando il pizzo era diffusissimo nel napoletano. Noi ci siamo rifiutati di pagare, e quindi hanno deciso di sparare contro le nostre finestre. Mio fratello è morto così, ancora giovane. Si doveva sposare quell’anno”.

      GIUSEPPEMIELE
merola amministratori libera

Gli amministratori del territorio (al centro il sindaco di Bologna Merola) sfilano con Libera

Nel corteo anche il ministro del lavoro Giuliano Poletti. “Come politici dobbiamo fare molto, migliorare le leggi per il sequestro e il riutilizzo dei beni sottratti alle mafie – spiega il politico – ma dobbiamo lavorare anche sul tema del lavoro, cercare connessioni tra Libera e le altre associazioni del territorio e le istituzioni”.

      POLETTI
libera bandiere

Nella prima parte del corteo solo le bandiere di Libera: “Usiamo solo quelle”, aveva chiesto Don Ciotti

“I politici sono lo specchio di quel che siamo noi. Si parte dalle piccole cose per poi fare le grandi. Domani non ci sarà Libera, e non ci sarà il corteo. Da domani bisognerà ripartire con le piccole cose di tutti i giorni, non gli eroi. Basta eroi”, dice un ciclista arrivato a Bologna da Casalecchio con la sua due ruote.

      DAMIANA

ciclisti antimafia
“Se sento la mafia? Fortunamente no, ma so che striscia molto vicino”, spiega un altro ciclista. Libera, Salvaciclisti e Pedalalenta di Castal Maggiore stanno progettando un tour in bici per portare più persone possibile davanti ai beni confiscati alla mafia.

      CICLISTI
piano a bologna per libera

Da Pianoro a Bologna, i ragazzi e le ragazze della prima B guardano sfilare il corteo

 

ecoreati libera bologna

Da Pisa contro gli ecoreati: #chiinquinapaghi

L’intervista a una studentessa del liceo San Carlo di Modena. “Siamo davvero poco informati, sembra che la mafia sia solo al sud e in Calabria, invece qui il problema è grave”.

      RAGAZZABENEDETTA
piemonte libera

I ragazzi e le ragazze di Libera Piemonte mentre sfilano in via Indipendenza

arrestiamo le mafie

I poliziotti bolognesi del Siulp. “Sfiliamo perché le mafie si fermano non solo con il nostro lavoro, ma anche diffondendo la coscienza di legalità”, dicono gli agenti. L’intervista a Amedeo Landino, segretario del Siulp di Bologna.

      poliziotto siulp bologna
studenti liceo righi bologna

Studentesse del liceo Righi di Bologna

Enea e Celeste erano in corteo con loro cartello, accompagnati dai genitori e orgogliosi di partecipare anche loro alla manifestazione di Libera. Eccoli.
enea celeste contro le mafie

 

“Avevano scoperto ciò che non potevano raccontare, e sono stati fatti sparire. Sulla loro storia c’è il segreto di Stato, vogliamo sapere la verità”. La storia di Italo Toni e Graziella De Palo, scomparsi il 2 settembre del 1980 in Libano mentre indagavano sui traffici di armi

      DEPALO
dal veneto per libera

Nove del mattino. Studenti veneti si mettono in cammino per unirsi al corteo di Libera

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