Occupazioni anche nelle scuole: parte il Sabin

12 nov. – L’avevano annunciato con lo striscione di apertura “Occupy the scuool”, oggi al liceo Sabin l’hanno messo in pratica. Alle 8 hanno chiamato un’assemblea di tutti gli studenti e a maggioranza hanno deciso di iniziare l’occupazione. “Futuro non assicurato? Sabin occupato” dice lo striscione sul cancello, mentre all’interno spuntano cartelloni con la maschera di V per Vendetta e gli slogan del movimento globale delle accampate “We are 99%”.

“Ci vogliamo riprendere i nostri spazi per discutere della crisi globale” ci spiega Emiliano, uno studente del Sabin che ci preannuncia che presto anche altre scuole a Bologna seguiranno l’esempio del liceo di via Matteotti. Lunedì pomeriggio, proprio al Sabin occupato, ci sarà una assemblea aperta a tutti gli studenti per organizzare le prossime mobilitazione. Intanto i liceali durante la giornata hanno volantinato in quartiere per spiegare le ragioni della protesta, perché, ci dicono, “non vogliamo un’occupazione chiusa”.

Proseguono le attività anche all’interno delle occupazioni cittadine dei giorni scorsi: oggi gli universitari che stanno occupando via Zamboni 38 si sono ritrovati in assemblea e annunciano che da lunedì partiranno dentro la facoltà laboratori di comunicazione, sugli effetti del debito sulla vita degli studenti e workshop sul movimento statunitense e sulle nuove forme di sciopero. Per la sera è prevista un’assemblea d’ateneo sulla giornata di protesta della scuola del 17 novembre.

Gli adepti di Santa Insolvenza che hanno occupato l’ex cinema Arcobaleno ribattezzato Community Center saranno in assemblea stasera, così come i Draghi Ribelli di via Clavature, che devono organizzarsi per rispondere all’ordinanza di sgombero annunciata dal sindaco.

Sulle occupazioni il questore Vincenzo Stingone ha detto che la legalità va ripristinata: “Indipendentemente dalla ragioni della protesta”, ha spiegato il questore “ci sono delle regole che vanno rispettate e il faro è la legge”.

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