Bologna, 12 gen. – Il fatto che le auto mediche fossero impegnate a Pioppe di Salvaro per un parto gemellare prematuro non ha compromesso il soccorso della donna colpita da arresto cardiaco a Porretta Terme poi deceduta. Lo spiega l’Ausl di Bologna in una nota diffusa in merito al decesso di una donna di 68 anni avvenuto nel fine settimana nell’Appennino bolognese.
“Il soccorso in emergenza è stato tempestivo. L’ambulanza- spiega l’Ausl-, dotata di tutte le tecnologie sanitarie necessarie per trattare casi di arresto cardiaco, è giunta sul luogo dell’intervento alle 5.26, otto minuti dopo la chiamata alla Centrale operativa del 118 (delle 5,18)”. L’equipaggio inviato era dotato di “competenze infermieristiche specializzate, che hanno effettuato immediatamente tutte le manovre rianimatorie necessarie”. Gli infermieri del 118, infatti, sanno “effettuare manovre rianimatorie di base ed avanzate”; fanno sistematicamente la rianimazione cardiopolmonare e, nel caso della signora di Porretta, le cose non sarebbero cambiate se fossero con “un piu’ precoce arrivo di personale medico”.
Coma da protocollo, ha spiegato l’Ausl, alla donna sono stati fatti l’elettrocardiogramma per valutare la natura del problema, la rianimazione cardiopolmonare con massaggio cardiaco esterno. E’ stata poi esclusa la defibrillazione scegliendo invece la somministrazione di adrenalina; si è provato anche con la ventilazione assistita in ossigeno. Nulla da fare: “Le condizioni della signora- scrive ancora l’Ausl-, sia all’arrivo dei soccorritori, erano purtroppo molto compromesse e nonostante tutte le manovre rianimatorie e le terapie (ossigenazione, farmaci di supporto e ventilazione tramite tubo laringeo), l’attività cardiaca non è mai ripresa”.
Secondo l’Azienda, quindi, il decesso della paziente non si sarebbe potuto evitare anche se sul posto fosse intervenuto un medico.
Questo dimostra, secondo l’Ausl, che non è vero che il territorio montano non sia ‘scoperto’ dal punto di vista dell’assistenza. La decisione dell’Azienda, dopo “un’attenta valutazione all’interno della Conferenza territoriale socio-sanitaria di Bologna, di mantenere attiva la rete di emergenza nei territori della Valle del Reno e del Setta, con un numero di auto mediche e ambulanze maggiore rispetto ad altri territori, dovuto ad accordi precedenti con Autostrade e Fs legati alle esigenze dei cantieri per la variante di valico e per l’alta velocità ha dimostrato, ancora una volta, la sua validità”.

