Bologna, 15 set. – E’ scontro tra Prefetto e sindaco di Bologna sulla registrazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero. A rovinare la festa arriva lo stop del prefetto Ennio Maria Sodano che, in una lettera protocollata oggi (numero 5023), chiede al sindaco Virginio Merola di revocare la delibera, annunciata da mesi, perché senza una legge nazionale questa pratica è nulla. In poche righe il Prefetto dichiara: “Con riferimento alla nota del 16 luglio”, con la quale Merola comunicò di “avere disposto che i delegati alle funzioni di stato civile provvederanno a trascrivere i matrimoni dello stesso sesso celebrati all’estero, si chiede di procedere alla revoca della disposizione, atteso che il nostro ordinamento non ammette tale trascrizioni”.
Il primo cittadino però non è disposto a tornare indietro: andrà avanti, chiarisce, così come stanno facendo altri comuni, come quello di Napoli. Secondo Merola è necessaria una legge nazionale che riconosca i matrimoni tra persone dello stesso stesso, e quello della città emiliana è un atto simbolico in questa direzione. Se non si ha “il coraggio” di aprire al matrimonio gay, “come si fa il altri paesi, ci sia la forza di una mediazione per riconoscere” queste unioni, dice il sindaco che invita, di fatto, il Parlamento a occuparsi di questo: “E’ un riconoscimento, che io credo sia costituzionale, sul fatto che le persone hanno parei diritti e pari dignità”. Senza contare, conclude poi, che senza trascrizioni “si potrebbero verificare dei casi di bigamia“, con una persona che si sposa in due paesi diversi con un compagno diverso.
Oggi alcune coppie hanno già formalizzato la registrazione e quindi, spiega il sindaco, in caso di revoca potranno fare ricorso alla magistratura.
Il Prefetto, aggiunge il primo cittadino, “credo abbia il diritto di revocare quel provvedimento”, ma intanto “noi oggi abbiamo registrato le prime unioni e andremo avanti”. Merola, infatti,è convinto che questa “sia una battaglia di civiltà, una battaglia per i diritti civili”, e che serva anche per evitare “sentenze diverse della magistratura”, dato che ce ne sono pro e contro la questione.
D’altronde, secondo Merola, questo intervento non è un’iniziativa del prefetto di Bologna, ma un’iniziativa del Governo. Il ministro Angelino Alfano ha annunciato, tramite la consigliera dell’Ncd Valentina Castaldini, una circolare di chiarimento sul tema per i prossimi giorni.

