I Nas a Casa Dolce. L’operatore era seduto sul bacino

3 set. – Lunga visita dei Nas dei carabinieri oggi a Casa Dolce, la struttura per malati psichici in cui lunedì 27 agosto è morto per asfissia un ventenne, immobilizzato dopo una crisi d’ira. Lo ha riferito il presidente della cooperativa Dolce, che gestisce la casa.

Piero Segata fa sapere di aver consegnato ai militari tutti i documenti richiesti dal pm, compresa la relazione aggiuntiva chiesta all’operatore, che si sarebbe seduto sul bacino del ragazzo mentre era sdraiato pancia a terra. Un particolare all’inizio omesso e che, secondo la coop, non dovrebbe aver causato l’asfissia. I Nas hanno preso anche tutte le carte relative all’accreditamento della struttura.
Oggi il consiglio di amministrazione della Dolce ha confermato la decisione di mantenere al lavoro i tre dipendenti, a meno di nuove azioni della Procura, che per ora li ha indagati per omicidio colposo.

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