Bologna, 25 nov. – Un afflusso elettorale fermo al 37,7% è un “fenomeno scioccante”, “totalmente imprevisto come la vittoria di Guazzaloca a Bologna”. E’ il paragone che viene in mente a Piergiorgio Corbetta dell’Istituto Cattaneo per descrivere quello che è successo domenica 23 novembre in Emilia-Romagna. Corbetta, già direttore dell’Istituto che svolge ricerche sull’Italia contemporanea, in particolare sulla partecipazione politica, è convinto del fatto che l’astensione abbia colpito tutti. Fra le cause, oltre alla disaffezione verso la classe politica, il professore individua “alcune componenti oggettive legate alle condizioni in cui si è svolta la consultazione”. Già il fatto che il vincitore fosse annunciato, chiarisce, “ha tolto il sale della competizione“. A questo si aggiunge che non c’era il traino nazionale, tanto che alcuni neanche sapevano che si sarebbe andato a votare.
L’affluenza può essere considerata “un problema secondario”, come ha detto ieri il presidente del Consiglio Matteo Renzi? Corbetta è netto: “Capisco che Renzi ha bisogno di tenere ferma la sua immagine di uomo vincente e galvanizzare il proprio elettorato, ma il fenomeno non va sottovalutato”. Lo studioso pensa che, proprio per la scarsa partecipazione al voto, il successo di Stefano Bonaccini sia indebolito e il neo governatore debba porre nella sua agenda politica l’obiettivo di riconquistare la fiducia degli elettori.
Corbetta si sofferma in particolare su Parma, la città del sindaco a 5 stelle Federico Pizzarotti. Qui l’elettorato grillino è calato del 69% rispetto alle europee. “E’ mancata la capacità mobilitativa di Grillo”, spiega il docente, che sottolinea come il voto di protesta sia impaziente: “Vuole vedere i risultati”; insomma, quello che ha sostenuto i 5 stelle è un elettorato già entrato nella fase di disillusione e alcuni hanno già cominciato a guardare altrove. “La Lega Nord di Salvini si è in parte impossessata del voto di protesta”, avverte l’analista dei flussi elettorali.
Per il Cattaneo, l’astensione ha colpito tutti: a sinistra hanno influito l’inchiesta della Procura di Bologna sulle spese dei consiglieri regionali e le polemiche fra Renzi e la Cgil, che hanno provocato un “conflitto interiore dell’elettorato Pd”; a destra il candidato leghista Alan Fabbri non ha saputo raccogliere tutti gli ex elettori di Forza Italia; nel settore del voto di protesta, molti elettori si sono stancati di aspettare i cambiamenti attesi.

