Bologna, 20 set. – Nella vicenda del dormitorio Rostom di via Pallavicini, da ottobre a rischio di un pesante taglio del servizio, spunta una delibera di giunta con tanto di revoca di affidamento “per colpa”. Non si tratta di Bologna ma di Arcore, Comune brianzolo dove ha operato Solaris, cooperativa carpigiana vincitrice sotto le Due Torri del bando al massimo ribasso che ha assegnato la gestione del Rostom. Nel frattempo, a pochi giorni dall’avvio della nuova gestione che potrebbe vedere il taglio del servizio e di parte dei 14 operatori impegnati nell’assistenza h24 del centro, le versioni degli assessorati sembrano contraddirsi. Il welfare aveva già puntato il dito contro il settore gare, responsabile secondo l’assessore Frascaroli di aver scritto un bando secondo “la logica del massimo ribasso“. Mentre l’assessore al bilancio Giannini nel question time di ieri ha spiegato che a decidere sul bando è stato il Settore Sociale, e che l’ufficio gara si è occupato solo di fornire assistenza. Intanto prosegue la trattativa della Cgil, che chiede a Solaris, coop vincitrice del bando, di garantire continuità occupazionale a tutti i lavoratori coinvolti.
La questione della delibera di Arcore la solleva in consiglio comunale il consigliere indipendente Mirco Pieralisi (Con Amelia per Bologna con Vendola), che si chiede “se non sia pregiudiziale all’affidamento del servizio alla cooperativa vincitrice il fatto che la stessa sia stata già oggetto di revoca di affidamento da parte della giunta di Arcore”. La risposa arriva dalla vicesindaco e assessore al bilancio Silvia Giannini. Giannini ha spiegato che la delibera non è un ostacolo all’affidamento che scatterà materialmente dai primi giorni di ottobre. Attraverso il documento in questione (qui il testo completo), datato 18 dicembre 2013, la giunta di Arcore procedeva alla risoluzione del contratto per la gestione di un centro diurno, assegnato a Solaris, dopo aver rilevato”gravi inadempimenti” e “gravi criticità riguardanti lo stato igienico-sanitario del centro diurno”. Una vicenda ancora non conclusa, essendoci un contenzioso aperto tra il Comune milanese e la coop di Carpi.
Giannini ha anche delineato i meccanismi di un bando la cui assegnazione è stata decisa dal meccanismo del massimo ribasso. Un massimo di 60 punti sui 100 previsti sono stati assegnati all’offerta tecnica, premiando quindi la qualità, mentre a disposizione dell’offerta economica più bassa c’erano 40 punti. A stravincere sul lato della qualità il Consorzio Arcolaio, che nell’offerta presentata ha proposto l’apertura del dormitorio anche di giorno per 365 giorni l’anno. La prosecuzione quindi di una sperimentazione avviata nel centro di via Pallavicini da ormai 10 mesi e capace di risolvere i problemi di molti homeless con gravi problemi di salute. Solaris ha incassato 49.20 punti pur avendo offerto un’apertura diurna di soli 10 giorni l’anno. Il perché è presto detto: nel bando scritto dal Comune l’apertura diurna obbligatoria è stata richiesta solo per 10 giorni l’anno, non di più. La sperimentazione h24 7 giorni su 7, attualmente in funzione, non è stata quindi presa in considerazione nel capitolato, tant’è vero che agli “aspetti migliorativi” delle offerte partecipanti alla gara (e lo sono i 365 giorni di apertura contro i 10 richiesti, ad esempio) sono stati assegnati un massimo di 5 punti sui 60 della qualità. Decisivi sono stati invece i 40 punti, assegnati in blocco a chi ha fatto l’offerta migliore dal punto di vista economico (la Coop Solaris con un ribasso del 2,58%, circa 22mila euro). Alla seconda offerta (ribasso quasi nullo dello 0.10%) solo 1,60 punti su 40 per effetto della formula matematica prevista. “Pertanto – ha spiegato la vicesindaco – l’impresa risultata aggiudicataria ha ottenuto un punteggio complessivo di punti 89,20 su 100 rispetto ai 61,60 punti ottenuti dal concorrente risultato 2° classificato. Con atto PG 205712/2014 si è quindi disposta l’aggiudicazione definitiva a favore dell’impresa Solaris risultata in possesso dei requisiti tecnico/finanziari richiesti dal disciplinare di gara e che aveva presentato l’offerta complessivamente più vantaggiosa”.
Ai nostri microfoni l’assessore Frascaroli ha dichiarato che i criteri del bando, che hanno dato così tanto peso all’offerta economica più basso, sono stati scritti contro la volontà politica dell’assessorato “perché chi ha in mano le leve economiche vuole spendere il meno possibile”. Nel Question time in Comune la vicesindaco e assessore al bilancio Giannini ha invece messo nero su bianco una versione differente, e cioè che ad occuparsi di tutto è stato il Settore Sociale, e che il settore Gare ha fatto solo da supporto. “In relazione a quanto richiesto e per quanto di competenza del Settore Gare si precisa quanto segue: il numero max di 10 giornate all’anno di apertura h24 è previsto nel Capitolato Speciale d’Appalto posto a base di gara e predisposto – relativamente alle prescrizioni inerenti le modalità del servizio – dal Settore Sociale; gli elementi e i punteggi posti a base di gara sono stati individuati (nella tipologia e ponderazione) dal medesimo Settore Sociale […] in ogni caso il Settore ha individuato 60 punti da attribuire all’offerta tecnica (suddivisa per 4 parametri così come esplicitato nel disciplinare di gara allegato alla citata determina, posto a base di gara) e 40 punti all’offerta economica”.
Al di là degli aspetti tecnici resta il problema di un servizio che potrebbe subire pesanti tagli, sia dal punto di vista dell’assistenza agli ospiti, tutti senza casa con gravi problemi di salute, sia dal punto di vista del personale, che potrebbe subire un ridimensionamento. La Cgil è da tempo in trattativa con la coop vincitrice per assicurare il passaggio nella nuova gestione di tutti gli operatori, a parità di stipendio e condizioni contrattuali.
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