Compagni, avanti ma con “calma”

17 lug. – Il Pd gela Anselmi e gli altri “candidandi”, come Duccio Campagnoli, e rimanda le candidature alle primarie praticamente all’inizio dell’autunno. Non solo: Raffaele Donini, dopo il forfait di Lorenzo Sassoli De Bianchi, ri-apre a eventuali senza partito, immaginando una competizione non solo “con 2 o tre nomi del Pd o dei partiti alleati”, ma aperta “a chi ha il fisico”, ovvero a chiunque possa contare su una base consistente di sostenitori. Il segretario, reduce dal “conclave” dell’esecutivo di ieri, invita Anselmi, Campagnoli e quanti si vogliano candidare a guidare il centro sinistra alle prossime amministrative a rispettare il percorso che porterà alle primarie di coalizione. “Se è la direzione del partito che a settembre dovrà definire, d’accordo con le altre forze della coalizione, le regole per le primarie, fino ad allora nessuno è candidato”. Quello di Donini non vuole essere un ordine tassativo, ma, ribadisce, “non ha senso che si manifestino candidature quando il partito e la coalizione non hanno ancora discusso un progetto politico“.

Eppure, lo stesso Anselmi aveva proprio chiesto nei giorni scorsi al Pd di accelerare. Stessa richiesta da parte di un altro candidato in pectore, Duccio Campagnoli. “Hanno ragione- ribatte il segretario- ma abbiamo fatto un congresso a metà giugno e da allora stiamo lavorando come matti. Aspettiamo la direzione, perché quella sarà la sede e non è qualche settimana in più a dare il segno di un ritardo politico”. Del resto, il democratico guarda dall’altra parte della barricata. “Noi non siamo in ritardo- sostiene- ma mi sembra che dall’altra parte ci sia una totale confusione, anche se il Pdl un candidato sembra averlo già, se Giancarlo Mazzuca arriverà fino alla fine”. Quella delle primarie, scandisce il segretario democratico, “non deve essere una corsa tra personalità, ma il frutto di una discussione politica” sui programmi, con una premessa: “Su certe linee strategiche i candidati si devono riconoscere”.

Sul fronte delle alleanze future, Idv e la galassia della sinistra hanno hanno messo il veto a eventuali accordi con l’Udc: “A loro voglio rispondere con un ‘Calma!'”, ha replicato Donini spiegando che “nessuno di noi vuole frantumare la coalizione di centrosinistra, vogliamo discutere di ragionamenti politici e non di veti e pregiudizi”. Per Donini, infatti, “da qui a settembre è possibile che maturino cose diverse a livello nazionale”.

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