Cassero spaccato, si va a congresso

Bologna, 18 apr. –  Una lettera di dimissioni, con quattro firme, ha spaccato in due il direttivo del Cassero. Sono le quattro persone che due giorni fa hanno votato contro il siluramento di Vincenzo Branà, sostituito da Vincenzo Corigliano. Si sono dimessi Ambra Guarneri, Astrid Marconi e Valeria Roberti, oltre allo stesso Branà con una lettere che si conclude con queste parole: “Con pieno senso di responsabilità, per avviare fin da subito questo confronto, rassegniamo le nostre dimissioni dal consiglio direttivo del Cassero, auspicando l’avvio di un percorso congressuale che abbia come unico obbiettivo il benessere dell’associazione e la creazione di un clima di onestà politica, trasparenza e di reciproco riconoscimento”. A favore dell’avvicendamento avevano votato invece Vincenzo Corigliano, Michele Giarratano, Matteo Giorgi, Maurizio Rosi e Alessandro Bellettini. 

Ora, al circolo non resta che andare a congresso, che secondo statuto va convocato entro 45 giorni. Durante questo periodo il neopresidente Corigliano manterrà la carica.

Ai nostri microfoni chiede di abbassare i toni e invita all’unità, ma non entra nel merito. “Ci son due visioni politiche differenti”, dice Corigliano.

Ma cosa c’è alla base della spaccatura all’interno del Cassero? Uno scontro tra l’anima sociale e quella artistica, tra chi vive ed anima il lato politico del Cassero e chi invece lavora alle serate musicali? Secondo Corigliano è uno schematismo ormai vecchio e in qualche modo sorpassato, e anche secondo l’ex presidente Vicenzo Branà . “C’è anche questo, ma sono posizioni ormai marginali, dice Branà ai nostri microfoni – Non c’è un problema politico, ma un problema di pratiche e di attriti personali. Io sono stato usato come capro espiatorio”.

Flavia Madaschi, presidente di Agedo Bologna e socia del Cassero, per esempio, crede che vada valorizzato il lavoro degli sportelli che lavorano durante il giorno al Cassero.


In più di un osservatore, anche partecipante, ha puntato il dito contro l’aggressione del 14 marzo scorso ai danni di un ragazzo: l’aggressione, per cui sono indagate tre persone, avvenne all’interno della pista del Cassero, e costò 10 giorni di chiusura al locale.

Siamo in un momento di crisi interno e c’è bisogno di raccogliere i cocci dice un membro del direttivo e Branà, giudicato ottimo comunicatore, è ritenuto debole sotto questo punto di vista.
Nulla di trascendentale dicono i sostenitori di Corigliano, che invece sottolineano come non ci sia in atto nessuna guerra. In rete e non solo la notizia era stata accolta con una salve di fischi: molti gli attestati di stima a Branà e qualcuno che grida addirittura al Golpe.

il direttivo del Cassero 7 aprile

il direttivo del Cassero il 7 aprile 2014

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