Bologna, 17 mar. – Dopo il pestaggio di venerdì scorso, il Cassero risponde con un comunicato alle accuse riguardo la gestione dell’episodio che ha visto un 28 enne picchiato a sangue all’interno del locale. Il giovane, ricoverato al Bellaria in prognosi riservata, ha subito la frattura della mandibola in più punti ed è stato operato. In particolare sotto osservazione, anche delle autorità, ci sarebbero i tempi di reazione dell’organizzazione, giudicati troppo lunghi dal Resto del Carlino, che ne ha dato notizia. Il Carlino scrive che sarebbero passate due ore dall’aggressione alla telefonata alle forze dell’ordine. Vincenzo Branà, presidente del Cassero, pur riconoscendo che “qualcosa non ha funzionato” e esprimendo vicinanza alla vittima del pestaggio, dice che il ritardo è stato nell’ordine dei 40-60 minuti.
La vicenda del pestaggio è stata raccontata ieri dal Resto del Carlino. Un ragazzo di 28 anni, in compagnia di fidanzata e amici, venerdì sera è entrato al Cassero per ballare. Mentre il gruppo era al guardaroba il giovane ha rimproverato un altro ragazzo che stava cercando di saltare la fila. Quest’ultimo lo ha invitato ad uscire dal locale per fare a botte. Di fronte al no del 28enne la cosa sembrava finita lì.
Invece qualche ora dopo, l’aggressione sulla pista da ballo. A pugni e calci, il ragazzo è stato colpito dal gruppo fino all’intervento dei buttafuori. Il responsabile dell’episodio è stato identificato: ha 25 anni, è italiano, ha diversi precedenti penali. Il Pm Nascimbeni sta valutando se far scattare misure cautelari. Al momento nessuno ha chiamato la Polizia, ma soltanto l’ambulanza.
“Il Cassero ha agito in buona fede” dice Branà “tenendo in primo luogo prioritaria la condizione di salute del ragazzo”. Il presidente bolognese dell’Arcigay non ci sta che a scaricare tutta la responsabilità dei ritardi sull’attivista del Cassero responsabile per la serata. Un evento, quello di venerdì scorso, organizzato dal circolo Arcigay in collaborazione con lo staff della discoteca riccionese Echoes.
Domani Branà e un buttafuori del locale saranno ascoltati dagli investigatori per ricostruire nei dettagli la vicenda. A preoccupare il Cassero c’è l’eventualità che il Questore disponga una sospensione temporanea dell’attività al circolo. “La Questura farà le sue valutazioni” dice Branà: “Se la questione dovesse essere ‘non siamo in grado di garantire la sicurezza dei nostri soci’, beh, quell’episodio..sì, è vero, abbiamo reagito con dei problemi ma non abbiamo sottovalutato“.
Di seguito il comunicato integrale del Cassero.
“Venerdì notte purtroppo all’interno del nostro circolo è accaduto un gravissimo episodio di violenza, che ha avuto per vittima un ragazzo, un nostro socio, che ha riportato ferite molto gravi. Gli operatori e le operatrici che si sono trovati in quel momento a dover gestire quella difficile situazione hanno prestato immediato soccorso alla vittima e hanno successivamente allertato le forze dell’ordine.
La tempestività di quella telefonata non esaurisce la dimensione del fatto e soprattutto rischia di trasferire indebitamente la responsabilità dell’accaduto a chi, prima di dare informazioni alle forze di polizia, si è preoccupata innanzitutto di prestare soccorso ai presenti, sedare gli animi, garantire l’incolumità di tutte e tutti i soci e cercare di capire il più possibile la dinamica dei gravi fatti accaduti.
Dal canto nostro, ci sono dinamiche più complesse e ragioni che in queste ore, con apprensione, stiamo esplorando, ponendoci tutte le domande possibili. Perché la violenza è un fenomeno che combattiamo all’esterno e che, quando si verifica entro le nostre mura, ci sbatte in faccia un paradosso inaccettabile, sul quale è nostro dovere interrogarci e mettere in campo tutte le azioni possibili. Nel frattempo abbiamo fornito totale collaborazione alle forze dell’ordine e soprattutto con preoccupazione e vicinanza seguiamo la degenza di chi, di questo terribile episodio, paga il prezzo più alto: a lui e alla sua famiglia rivolgiamo il nostro pensiero e il nostro sostegno”.


