Bomporto, 8 mar. – Un comune alluvionato, un sindaco molto social, un gruppo di cittadini con tanta ironia. Questi gli ingredienti della storia che stiamo per raccontarvi.
Era domenica il 19 gennaio 2014. Un tratto dell’argine destro del torrente Secchia è collassato facendo defluire milioni di metri cubi di acqua nelle campagne circostanti. Sei comuni della Bassa modenese finirono sotto metri di acqua. I più colpiti, Bastiglia e Bomporto, furono allagati rispettivamente per l’80 e per il 70% circa dei rispettivi territori. Migliaia di persone furono costrette ad abbandonare le case per giorni e una persona morì annegata mentre cercava di portare assistenza alle persone rimaste bloccate nei piani alti degli edifici.
fin dalle prime ore, il sindaco di Bomporto Alberto Borghi utilizzò la propria bacheca Facebook per tenere aggiornati i propri concittadini sulla situazione dell’acqua, sulla viabilità, sulle decisioni dell’amministrazione. Oltre ad informare, il sindaco rispondeva alle domande. E’ proprio da questa presenza molto attiva di Borghi sul popolare social network che, trascorsi i primi giorni dell’emergenza che è nata l’idea, da parte di un gruppo di amici e conoscenti del sindaco di creare il gruppo “Cose inutili da chiedere al sindaco Borghi di Bomporto“.
Come racconta Fabio Serra, a far scattare l’ironia è stato il commento di un cittadino che aveva manifestato l’intenzione di denunciare il sindaco Borghi per i danni causati dall’invasione dell’acqua. In difesa del loro primo cittadino, alcuni abitanti del comune misero su un gruppo. Ora conta oltre 450 iscritti: c’è chi chiede consiglio a Borghi per il menù del matrimonio e chi lo consulta su quale sia il fiore più adatto da regalare alla propria compagna in occasione dell’8 marzo.
Tra un post ironico e l’altro a qualcuno viene l’idea: “Proviamo a fare qualcosa per raccogliere soldi per aiutare il comune a risollevarsi”. Ed ecco nascere le magliette rosse con il tormentone “Keep calm” opportunamente declinato: “Keep calm and call Borghi”. A coronare il tutto, al posto dell’originale corona, il simbolo di questa alluvione in terra d’Emilia: una nutria.


