Pubblicità in radio
La pubblicità radiofonica è da sempre la più economica fra tutte le pubblicità. Veloce e semplice da realizzare, bastano pochi giorni dal momento in cui si decide di farla al giorno in cui è in onda. Sulla nostra emittente gli spot sono distribuiti in circa 30 fasce, dalle 7 del mattino alle 23,30, e l’affollamento per ogni fascia non supera mai i 2 minuti, molto al di sotto del limite previsto per legge. E’ una nostra scelta, consapevoli che un ascolto meno frammentato crea un ascoltatore attento, più fedele all’emittente, più favorevolmente disposto verso la pubblicità, giudicata più informativa che invasiva.
Produrre uno spot
Ogni comunicato comunica una ed una sola informazione. E’ buona norma infatti non confondere l’ascoltatore con più concetti su uno stesso messaggio; al contrario del mezzo stampa (quotidiani, riviste o affissioni) nel messaggio radiofonico l’ascoltatore non può “tornare indietro con la lettura” e soffermarsi su una informazione secondaria. Tutto il messaggio deve tendere ad informare su un concetto preciso (la vendita di un servizio; l’inizio di un evento, di un corso di formazione, l’apertura di un punto vendita, l’inizio dei saldi, etc..). Quando si organizza una rassegna con più date, gli spot possono essere ragistrati in due parti, una fissa, contenete le informazioni che non cambiano, ed una varibile, detta codino che contiene l’informazione del singolo spettacolo/evento. Anche la musica che accompagna lo spot può essere fissa (riconoscimento della rassegna) oppure variabile (una musica per ogni evento/spettacolo). La musica, protetta dai diritti d’autore, deve essere utilizzata solo in presenza di liberatoria da parte dell’autore. Oppure deve essere utilizzato un sottofondo musicale prelevato dalle librerie gratuite, realizzate apposta per questi scopi. Per quanto riguarda la lunghezza dei testi possiamo dire a titolo d’esempio che in 30 secondi si possono leggere 70/75 parole max. Più testo è inserito, più lo spot sarà “poco ascoltabile, in quanto l’informazione si trasforma in un “treno di parole”.

