Zuffanti rilancia il prog italiano

Foto Zuffanti 2

Bologna, 1 apr. – La quarta vittima è l’ultimo album di Fabio Zuffanti ed è una celebrazione del rock progressivo italiano. Un intero lavoro che lo vede operare come solista capace di creare un equilibrato melange tra le sue numerose esperienze musicali da protagonista come con le Finisterre, La Maschera Di Cera e Höstsonaten. 

Zuffanti, genovese classe ’68, è attivo da vent’anni e ha collaborato con tantissimi musicisti: per l’ultimo album ha voluto con sé Saverio Malaspina dei Meganoidi, Paolo “Paolo” Tixi de Il Tempio delle Clessidre, Emanuele Tarasconi degli Unreal CityLa Coscienza di Zeno e Agostino Macor de La Maschera Di Cera. Artisti decisamente eterogenei, come vari sono i gusti e i generi con cui si è misurato Fabio, ospite di Luca DriolMoebius domenica scorsa.

Ad ispirare la produzione di quest’ultimo album è Lo specchio nello specchio di Michael Ende, che ha influenzato soprattutto la composizione musicale. “Il mio libro preferito in assoluto, una raccolta di racconti surreali gotici, spiegazioni di sogni e incubi sempre sospesi tra la realtà e l’irrealtà” ha detto Zuffanti ai nostri microfoni.

Il libro di Michael Ende e l’album di Zuffanti hanno in comune la struttura: i racconti ed i brani sono apparentemente singolari ed indipendenti tra loro, in realtà c’è un filo rosso a dare un unico senso all’intero lavoro. Nell’opera La quarta vittima il tema centrale è riassumibile nel passaggio “il senso del vuoto è un senso perfetto”.

C’è stata come un’evoluzione nella carriera di Zuffanti: “I miei album solisti sono molto diversi: i primi due sono pop elettronico cantautorale, il terzo è stato un omaggio alla musica di Franco Battiato. Questo quarto album è un lavoro in tutto e per tutto di rock progressivo.”

Potete ascoltare l’intervista realizzata a Fabio Zuffanti durante la trasmissione Moebius di Luca Driol

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