12 giu. – Variante sì, variante no. E’ questo il nodo gordiano del ballottaggio che vedrà Zola Predosa a un bivio domenica prossima. Confermare il sindaco uscente, Giancarlo Borsari, fuoriuscito dal Pd perché in polemica sulle scelte legate all’urbanistica. O eleggere il candidato del Pd, Stefano Fiorini, ora pronto a rivedere la variante Belvedere che, negli ultimi mesi, ha acceso le polemiche dei cittadini.
Oggi nei nostri studi il primo incontro pubblico tra i due. All’origine della rottura, tutta interna al Pd, il rifiuto del sindaco Borsari di approvare la variante Belvedere. Borsari esce dal partito, fonda una lista civica e si allea con Rifondazione Comunista, Verdi e Udc. Sfida i suoi ex compagni di partito portando il Pd al ballottaggio. «Non chiederò i voti né darò posti in giunta alla destra» assicura.
Le scelte urbanistiche, la cementificazione salvaggia: non sono queste le vere ragioni, secondo Fiorini, che hanno portato Borsari a candidarsi. L’attuale sindaco avrebbe cavalcato, secondo il suo sfidante, una insoddisfazione dei cittadini quando ha capito che il partito non l’avrebbe riconfermato.
fiorini
In vista del ballottaggio del prossimo weekend oggi è arrivata l’ufficialità della prima alleanza, quella tra la lista di Beppe Grillo, che al primo turno ha ottenuto il 2,32%, e il candidato Giancarlo Borsari.

