13 feb. – Il Consiglio comunale di Zola Predosa va verso lo scioglimento anticipato. 14 consiglieri e 3 assessori del Pd annunciano che si dimetteranno, in polemica col sindaco Giancarlo Borsari. Lo accusano di non aver coinvolto la maggioranza del suo, ormai ex, partito in materia di urbanistica. «La loro decisione peserà sui cittadini, perché nei prossimi mesi avremmo dovuto bloccare la variante Belvedere sulla collina e far nascere l’asilo nido e la scuola materna dentro il più grosso comparto abitativo di Zola Predosa». Ascolta Giancarlo Borsari:
«Non siamo irresponsabili: ci siamo dimessi dopo aver votato il bilancio preventivo per il 2009», ha sottolineato il capogruppo del Pd Franco Longo.
Ascolta uno degli assessori dimissionari, Ivo Gianstefani, che lascia la delega all’Urbanistica:
Il sindaco Borsari aveva già annunciato che correrà da solo alle prossime amministrative. Per ora è sostenuto dal comitato “L’Enigmaborsari“, un gruppo di cittadini che si è riunito per «conservare il meglio della tradizione zolese di sinistra e per invertire il decisionismo e la cementificazione, ereditati dalla precedente amministrazione», guidata da Giacomo Venturi, oggi vicepresidente della Provincia.
Forse è proprio per confermare le scelte dell’amministrazione zolese targata Venturi che il Pd, oggi, ha deciso di convocare a Palazzo Malvezzi la conferenza stampa in cui gli amministratori del Pd hanno annunciato le proprie dimissioni. Con loro c’era il coordinatore dell’esecutivo del Pd Raffaele Donini, che ha confermato la scelta di puntare su un candidato alternativo, Stefano Fiorini, scelto senza le primarie.
Borsari ha fatto sapere che replicherà presto alle accuse del suo ex partito.

