3 ago. – Paola Ziccone, la ex direttrice del carcere minorile, è tra le 35 persone indagate per quello che è accaduto al Pratello tra l’inizio del 2010 e la fine del 2011. Il Pm Antonello Gustapane ha chiuso l’indagine e sono in corso le notifiche agli indagati. Tra loro agenti di polizia penitenziaria, educatori, operatori. L’accusa è omessa denuncia. In più occasioni di reato tra giovani detenuti (litigi, danneggiamenti o furti), non sarebbero intervenuti, denunciandoli alla magistratura come invece avrebbero dovuto. Avrebbero preferito risolvere internamente i conflitti. Gli episodi finiti sotto indagine sono 40: aggressioni tra detenuti, botte ad agenti, piccoli furti, detenzione di droga.
Per quattro agenti però c’è un’ipotesi di ipotesi di reato più grave: percosse e abuso di autorità. Il 30 novembre 2011 i quattro, tra cui un ispettore, avrebbero picchiato e ammanettato un ragazzo, togliendo poi la finestra dalla cella in cui lo rinchiusero. Il fatto avvenne quando direttore del Pratello era già Lorenzo Roccaro, chiamato a sostituire Ziccone nell’agosto del 2011, per volontà di Giuseppe Centomani, che dirigeva allora il Centro di Giustizia Minorile. Roccaro e Centomani vennero rimossi dal loro incarico dopo un’ispezione ordinata dal Ministro Severino e che portò alla luce tra l’altro proprio l’episodio delle finestre tolte dalla cella.
Tra i 35 indagati complessivi per omessa denuncia ci sono 25 poliziotti, il coordinatore dell’area educativa, un educatore e sette componenti del Consiglio di disciplina.
Secondo un comunicato del sindacato della polizia penitenziaria Sappe, gli atti della Procura proverebbero che tra gli agenti non c’era un clima omertoso. La vicenda deriverebbe da una generale disorganizzazione dell’intera struttura minorile, retta, secondo il Sappe, da persone a volte inadeguate.
L’accusa di omessa denuncia porta a ipotizzare la messa in discussione da parte di Gustapane di scelte educative e gestionali compiute da Paola Ziccone nel periodo che va dal 2010 fino al suo allontanamento, avvenuto nell’agosto 2011, deciso dal Dipartimento. Secondo l’indagine, le guardie si limitavano a fare rapporto al direttore. Ziccone, a sua volta, si limitava a punire i detenuti responsabili con una sanzione disciplinare: a volte questa irrogata direttamente da lei, altre volte la questione passava per il Consiglio di disciplina (dove siedono anche educatori e sanitari). Nessuno di questi episodi, pero’, secondo la Procura, sarebbe ‘uscito’ dalle mura del Pratello.
Paola Ziccone afferma però che quello di cui si discuteva nei Consigli di disciplina arrivava al magistrato di Sorveglianza.
Sentiamola ai nostri microfoni:
Recentemente il giudice del lavoro aveva dato ragione a Ziccone che chiedeva il reintegro nel suo incarico di Direttrice del carcere del Pratello.

