8 mag. – Alberto Vannini sarà sentito lunedì in Procura. Il suo legale fa sapere che solleverà una questione tecnica, perché la vicenda della visura giudiziaria che riporta la condanna patteggiata di Alfredo Cazzola, e che coinvolge il suo cliente come indagato, ha ripercussioni politiche molto forti. Secondo l’avvocato Gabriele Bordoni, per la par condicio c’è il rischio che Vannini non possa comunicare al meglio la propria versione ai cittadini attraverso i media. Pertanto potrebbe chiedere al pm Luigi Persico che tutto sia rinviato a dopo le elezioni.
Ascolta l’avvocato Bordoni:
Si è invece presentato questa mattina in Procura Marco Zanzi, l’altro guazzalochiano indagato con Vannini e Filippo Mineo, ex agente dei servizi segreti, per violazione della privacy e pubblicazione arbitraria di atti. All’uscita Zanzi non ha rilasciato dichiarazioni, ma si è allontanato subito per impegni legati alla campagna elettorale di cui è coordinatore (entro le 20 di oggi si depositano le liste e domani Guazzaloca parla in piazza maggiore). Zanzi ha lasciato la parola al suo difensore, l’avvocato Roberto Dalle Nogare, ex assessore comunale socialista e oggi candidato nella lista LtB. «In questa vicenda c’è qualcosa che non quadra», ha ripetuto più volte Dalle Nogare:
Secondo il legale di Zanzi, l’ex agente segreto ha fatto «dichiarazioni che tendono a estendere il coinvolgimento di questa questione sui vertici [della lista civica, ndr] e affermazioni che non corrispondo al vero». Dà un solo esempio, quello dei 100 euro che secondo l’avvocato sono stati pagati da Vannini e non da Zanzi:
Quali sono i sospetti che rimangono al difensore di Zanzi? Alla domanda esplicita di una giornalista, l’avvocato risponde così:

