30 gen. – Tornare indietro sul Civis è “improponibile”. Lo dice l’assessore alla Mobilità Maurizio Zamboni a due giorni dal verbale del ministero dei Beni Culturali, che chiede di rivedere il percorso del tram su gomma.
Cambiare il percorso secondo l’amministrazione non è possibile, perché significherebbe creare “un danno per la città e per l’opera”. Il Comune è pronto a fare valere “in tutte le sedi”, comprese quelle giudiziarie, la propria posizione. L’assessore attacca a testa bassa il ministero: “La diffusione politicamente mirata del testo prima ancora che venisse portato a conoscenza delle amministrazioni interessate e della stessa Direzione regionale dei Beni culturali– dice Zamboni – e’ un fatto grave che la dice lunga su come le procedure di legge vengano strumentalizzate per interessi politici. Tutto cio’ non fa onore al ministero dei Beni Culturali e getta un’ombra sulla stessa procedura seguita”.
Secondo Zamboni il progetto approvato dalla Conferenza dei Servizi rispettava in modo netto e inequivoco le prescrizioni ministeriali. Ora si dovrà esprimere la Soprintendenza regionale. Zamboni attende il giudizio al varco non senza esprimere delle chiare indicazioni: «cercheremo la soluzione migliore per stabilire “come” e non “se” realizzare il lavoro»; compreso il passaggio in Strada Maggiore: vedremo «come si può inserire il passaggio del sistema Civis all’interno del centro storico lungo le direttrici definite dal progetto definitivo».

