Bologna, 30 gen . – “Yo decido”, “Decido io”. Sabato primo febbraio manifestazioni in tutta Europa, Bologna compresa, contro la proposta di legge del governo conservatore spagnolo che punta a permettere l’aborto solo in caso di violenza sessuale e solo se sarà accertato il “pericolo grave per la salute fisica e psichica” della madre che dovrà essere “serio e durevole”. Una legge che, se sarà approvata, trasformerà l’aborto da diritto per la donna a reato (per i medici), salvo le pochissime eccezioni previste dalla legge che si chiamerà, e l’ordine degli elementi non è casuale, “Legge dei diritti del concepito e della donna incinta”. Le donne, prevede il ddl, saranno punite con una sanzione amministrativa ancora da quantificare.
Un passo indietro di 30 anni che riporta la Spagna alla vecchia legge sull’aborto del 1985, archiviata nel 2010 dal governo del socialista Zapatero. Un dato per capire la portata di questa legge: sui 118mila aborti del 2011, racconta il Guadian, almeno 100mila diventerebbero illegali.
Anche a Bologna sabato primo febbraio ci sarà anche una manifestazione in solidarietà con le donne spagnole. Moltissime le sigle che hanno già dato l’adesione, da collettivi a sindacati, passando per associazioni e gruppi femministi. L’appuntamento è in piazza del Nettuno a Bologna, sabato 1° febbraio, ore 15. “Un modo per aprire il dibattito anche in Italia, perché il problema non c’è solo in Spagna”, spiega Donatella Allegro, del collettivo Rosa Rosae. Secondo Allegro la legge 194 sull’aborto sarebbe in pericolo non a causa di modifiche legislative (“nessuno ha il coraggio di attaccarla frontalmente”) ma a causa degli obiettori di coscienza che in certe regioni d’Italia raggiungono anche l’80%. Poi c’è il problema dell’accesso alla pillola della giorno dopo.
Aderiscono alla manifestazione l’Associazione Orlando, Cgil donne Bologna, Anpi, le donne del Pd Bologna, Rete Laica Bologna, Atlantide, Armonie, Comunicattive, Arcilesbica, Udi, Fuoricampo Lesbian Group, Tavola delle donne sulla violenza, Arcilesbica, Quelle che non ci stanno, e altre associazioni.

