10 nov. – Nasce una rete per rilanciare e difendere lo stato sociale. E’ partita, infatti, la campagna “Welfare in comune“, che riunisce le mobilitazioni cittadine degli ultimi tempi. Dal “popolo dei passeggini“, ai lavoratori dei nidi, dagli assegnatari delle case popolari agli studenti, dai migranti ai lavoratori delle cooperative sociali, fino ai bibliotecari. La campagna di mobilitazione ha lanciato un appello a cui hanno già aderito organizzazioni sindacali, politiche e culturali cittadine. “E’ la fine di un’era a Bologna – ha detto Lidia Triossi, di Asia-Rdb-Usb. Non è ancora stato approvato il bilancio, ma stanno già smantellando il welfare“. Si va dalla chiusura delle strutture di sostegno sociale – ne è un esempio l’ipotesi di spostare la mensa di via del Porto per lavori straordinari, con la denuncia di “Porte aperte” del caso di 55 persone che non riceveranno più un pasto -, alla privatizzazione del settore educativo e scolastico, dall’aumento degli affitti per le case popolari ai licenziamenti dei lavoratori precari comunali fino alla svendita del patrimonio pubblico. Le iniziative di “Welfare in comune” culmineranno in una manifestazione cittadina prevista per l’11 dicembre. Prima, la rete sarà in piazza il 13 novembre per difendere i diritti dei migranti.
