21 dic. – Sapete quali sono i dischi dell’anno dei nostri conduttori e ora tocca a voi. Ecco i 45 dischi tra i quali potete scegliere i vostri cinque.
Tra tutti quelli che voteranno e lasceranno un commento sul perché del voto, con nome, cognome e indirizzo e-mail, ne verrà estratto uno che vincerà un buono del valore di 50 euro gentilmente offerto da SEMM – Music Store & more (via Oberdan 24/f) da ritirare in radio.
Quindi votate, votate, votate. Avete tempo fino alle 13 di martedì 10 gennaio 2017. Durante la puntata di Maps di quel giorno, intorno alle 16, proclameremo il vincitore.
Attenzione: se non lasciate nei commenti nome, cognome e indirizzo mail, non vale, non parteciperete all’estrazione! Lo stesso succede se commentate più di una volta con identità false. E inoltre ricordatevi che, sebbene il concorso sia riservato a tutti, il premio va ritirato a Bologna, in mura di porta Galliera 1/2A.
Qual è il vostro disco del 2016, tra quelli selezionati dai redattori e conduttori di RCdC? Potete sceglierne cinque!
- David Bowie – ★ – ISO (13%, 51 Voti)
- Nick Cave & The Bad Seeds – Skeleton Tree – Bad Seed Ltd. (11%, 43 Voti)
- Radiohead – A Moon Shaped Pool – XL (9%, 36 Voti)
- PJ Harvey – The Hope Six Demolition Project – Island (8%, 32 Voti)
- Leonard Cohen – You Want It Darker – Columbia (8%, 30 Voti)
- Iggy Pop – Post Pop Depression – Loma Vista (5%, 19 Voti)
- Motta - La fine dei vent’anni – Woodworm (5%, 19 Voti)
- His Clancyness – Isolation Culture – Maple Death (3%, 13 Voti)
- Beyoncé – Lemonade – Parkwood Entertainment (3%, 12 Voti)
- A Tribe Called Quest – We Got if from Here… Thank You 4 Your Service – Epic (3%, 11 Voti)
- Car Seat Headrest – Teens Of Denial – Matador (2%, 9 Voti)
- Black Mountain – IV – Jagjaguar (2%, 9 Voti)
- Anohni – Hopelessness – Rough Trade (2%, 9 Voti)
- Afterhours - Folfiri o Folfox - Universal (2%, 8 Voti)
- Motorpsycho - Here Be Monsters – Stickman (2%, 7 Voti)
- Frank Ocean – Blonde – Boys Don’t Cry (2%, 7 Voti)
- Moderat – III – Monkeytown Records (2%, 6 Voti)
- Brad Meldhau trio – Blues and ballads - Nonesuch Records (2%, 6 Voti)
- BADBADNOTGOOD – IV – Innovative Leisure (2%, 6 Voti)
- I Cani - Aurora - 42 Records (1%, 5 Voti)
- Van Morrison - It’s Too Late To Stop Now voll. II, III, IV – Legacy (1%, 5 Voti)
- American Football – American Football (LP2) – Polyvinyl (1%, 5 Voti)
- King Gizzard & The Wizard Lizard – Nonagon Infinity – ATO Records (1%, 5 Voti)
- The Radio Dept. – Running Out Of Love – Labrador (1%, 3 Voti)
- The Frightnrs – Nothing to Say – Daptone Records (1%, 3 Voti)
- Andrew Bird – Are You Serious? – Loma Vista Recordings (1%, 3 Voti)
- Oren Ambarchi – Hubris – Editions Mego (1%, 2 Voti)
- Fawda Trio feat. Swami Million – Road to Essaouira – Original Cultures (1%, 2 Voti)
- Giorgio Tuma – This Life Denied Me Your Love – Elefant Records (1%, 2 Voti)
- Loscil – Monument Builders – Kranky (1%, 2 Voti)
- Spartiti – Austerità – Woodworm (1%, 2 Voti)
- Dinosaur Jr. – Give a Glimpse of What Yer Not – Jagjaguwar (1%, 2 Voti)
- Salmo – Hellvisback – Epic Records (1%, 2 Voti)
- Marta Ren & The Groovevelvets – Stop Look Listen – Record Kicks (1%, 2 Voti)
- Orphx – Pitch Black Mirror – Sonic Groove (0%, 1 Voti)
- Céu – Tropix – Urban Jungle / Slap (0%, 1 Voti)
- Teresa Cristina – Teresa Cristina Canta Cartola – Nonesuch Records (0%, 1 Voti)
- Lake Street Dive – Side Pony – Nonesuch (0%, 1 Voti)
- Fruit Bats – Absolute Loser – Easy Sound (0%, 0 Voti)
- Enrico Cipollini – Stubborn Will – Autoprodotto (0%, 0 Voti)
- Dedekind Cut – $uccessor – self-released (0%, 0 Voti)
- Marracash e Gue Pequeno – Santeria – Universal (0%, 0 Voti)
- Sturgill Simpson – A Sailor’s Guide To Earth – Atlantic (0%, 0 Voti)
- Corinne Bailey Rae – The Heart Speaks in Whispers – Virgin (0%, 0 Voti)
- FIS – From Patterns To Details – Subtext (0%, 0 Voti)
Votanti: 101



33 commenti
Anno bello e tragico, tanta bella musica, ma dolorose scomparse. C’era solo l’imbarazzo della scelta, e questa volta cinque scelte sono state veramente poche. Bowie ci ha accompagnato per tutto l’anno, prima con un disco bellissimo e poi con la mostra al MAMBO, poi Nick Cave, con una serie di canzoni dolorosamente meravigliose, il ritorno su grandi livelli dei Radiohead, la conferma a grandi livelli di PJ Harvey, e una delle sorprese dell’anno, il discone dei De La Soul, con pezzi che sembrano provenire dalla golden age del rap della east coast.
Perché viva la musica italiana che gode di ottima salute (grande soddisfazione per Motta premio Tenco) e viva anche la tristezza e la malinconia che sono sentimenti che la musica sa esprimere al meglio e senza musica e tristezza la vita sarebbe insopportabile. Per questo Nick Cave e i Radiohead.
I miei dischi preferiti arrivano direttamente dagli anni 80/90 (Bowie, Nick Cave, ATCQ), fatto salvo per quei fenomeni dei BBNG e il bellismo disco di Frank Ocean. Mi permetto di aggiungere anche l’album di Anderson.Paak,che metto in cima alla classifica di quest’anno.
Non sono un esperto. Ho votato i cinque che in questi mesi ho avuto modo di ascoltare o comprare, gli altri non li conosco. Ho scritto queste due righe solo per partecipare al concorso e magari vincere il buono da spendere in magliette che in quel negozio sono fighissime.
Comunque Black Mountain hanno retto primavera e autunno.
Av Salùt!
Io tra questi ho votato tre album:
1. Radiohead: per me album dell’anno.Coraggioso ritorno di una band che non si siede mai sugli allori e non cavalca mai le mode del momento. A Moon Shaped Pool è intimo ed elegante, emoziona profondamente senza mai lasciarsi andare a facili eccessi e vampate. Rimane contenuto e moderato pur presentando arrangiamenti stupendi, mai banali, e riuscendo forse anche grazie a questo a scavare ancora più a fondo nell’ascoltatore. Present Tense, Daydreaming e True Love Waits sono già pezzi di storia.
2. The Radio Dept.: questi svedesi li ho scoperti quest’anno con questo album e subito sono corso a recuperare l’intera discografia. Dream/stynth pop e shoegaze mescolati alla perfezione in un album compatto, totalmente privo di cali o riempitivi. Le canzoni crescono ad ogni ascolto senza mai stufare, bellissimo.
3.Anhoni: Antony ritorna a pieno regime con uno degli album per me più freschi dell’anno. Mi piace pensarlo un po’ come il manifesto delle sonorità di questi ultimi anni. Hudson Mohawke e Oneohtrix Point Never fanno i miracoli nella strutturazione delle linee elettroniche e ciò assieme alla sempre commovente e unica voce di Antony non può che dare vita a qualcosa di meraviglioso.
Lorenzo Dal Pan
lorenzo.dalpan@studenti.unipr.it
Ne ho votati 4 perché anche questa volta nessuno di loro ha deluso le mie aspettative e soprattutto perché Live sono incredibili e spero di rivederli nel 2017, purtroppo ne mancherà uno.
Grazie a SEMM (dove compro i miei dischi)
Ne ho votati 4 perché anche questa volta nessuno di loro ha deluso le mie aspettative e soprattutto perché Live sono incredibili e spero di rivederli nel 2017, purtroppo ne mancherà uno.
Grazie a SEMM (dove compro i miei dischi)
PS mi ero dimenticata i dati….sorry
Ciao Maps!
io ho votato:
His Clancyness, Nick Cave, Bowie, Dinosaur Jr, PJ Harvey.
A Tribe Called Quest mi sembra un discone ma ha ancora pochi ascolti per inserirlo nella top.
Suggerisco anche altri ottimi dischi 2016: Minor Victories, The Veils, Suuns, The Winstons, Sulk e, lo so che “tecnicamente” è un 2015, Kill The Vultures.
Luca Buscaglia, lbuscaglia(at)gmail.com
Manca Magnus Ostrom
Quello di Pj harvey è il disco che ho ascoltato di più. Mi sarebbe piaciuto vedere tra le scelte anche Minor Victories, Wild Beasts e Diiv…
Nick Cave su tutti!
Ha dato voce al suo lacerante dolore, riuscendo a condividere in pubblico un lutto così privato…non si può fare altro che inchinarsi e trattenere a stento le lacrime.
L’ ultimo di Bowie. Che altro aggiungere?
Perchè mi piace….
NICK CAVE & THE BAD SEEDS – “Skeleton Tree”
Il dolore universale della perdita: di un figlio, di ideali, di un amore – o di qualsiasi altra cosa – ti metta al tappeto ma, sfortunatamente, non ti finisca del tutto.
Verso da ricordare: “Ero una tempesta elettrica sul pavimento del bagno, aggrappato alla tazza. Il mio sangue era pieno di bavagli e malattie di altri. Il mio mostruoso, piccolo ricordo mi aveva ingoiato in un solo boccone.”
ANOHNI – “Hopelessness”
È il disco che ci ha messo di più a convincermi in questo 2016. Ma appena l’ho “davvero” sentito…. è stato amore totale.
Verso da ricordare: “«Drone, bombardami, Spazzami via dalle montagne, fino al mare, Spazzami via dal fianco della montagna Fammi saltar via la testa».
BEJONCÈ – “Lemonade”
L’avreste mai detto che in una mia classifica sarebbe arrivata una divetta come Bejoncè? Ringrazio chi ha vinto le mie resistenze e mi ha fatto ascoltare questo disco.
Verso da ricordare: “Mi piace il mio naso negro con le narici dei Jackson 5”
FRANCESCO MOTTA: “La fine dei vent’anni”
Mi ha fatto l’effetto di l’anno scorso Calcutta: mi ha ricordato com’ero …. una volta.
Verso da ricordare: “La fine dei vent’anni è un po’ come essere in ritardo
Non devi sbagliare strada. Non farti del male. E trovare parcheggio.”
LEONARD CHOEN – “You want it darker”
Con la sua voce calda, la sensazione che si ha è che lui “la verità” ce l’abbia davvero.
Verso da ricordare: “Se tu dai le carte io non sto al gioco. Se sei il guaritore significa che sono zoppo e a pezzi. Se tua è la gloria allora mia dev’essere la vergogna.”
Brandi pubblicazioni quest’anno.. aggiungerei Fixion di Trentemoller e Sirens di Nicols Jaar.
Speriamo in un 2017 altrettanto prolifico!!!
Ho votato Beyoncé, Cave, Cohen, PJ Harvey e Radiohead.
Qui aggiungo un grande assente italiano: l’ultimo di Fabi è struggente e bellissimo.
Tra le mie scelte papabili c’era “solo” il ritorno degli American Football: un gioiello inestimabile, 17 anni dopo il capolavoro della midwest emo.
Tutti dischi bellissimi ma la classifica parla da sola 🙂 c’è chi ha fatto dei piccoli capolavori.
Max Messina
maxmessina@hotmail.it
Bhe alla faccia di chi ancora sostiene che non escono più dischi come quelli di una volta o che la discografia produce solo pezzi da classifica usciti dai talent. Il 2016 ha dimostrato che nonostante le numerose perdite i grandi dischi sono usciti, eccome!!! Secondo me primo tra tutti BLACK STAR di Bowie il quale ha lasciato con assoluta genialità un epitaffio per noi e le generazioni future che vogliono abbracciare la sua musica immortale. Un capolavoro!!! E poi c’è gente come iggy pop, i Radiohead e Pj Harvey che si sono ancora una volta reinventati in maniera sorprendente portando alla luce dei gran dischi in maniera completamente coerente con il loro stile e il loro marchio di fabbrica. Li riconosci dalla prima nota. Leonard Cosenza, un poeta.
Matteo Cuomo
mat.c@hotmail.it
Ciao Maps!
io ho votato Here Be Monsters dei Motorpsycho, perchè non hanno sbagliato un album in tutto la loro carriera e quest’ultimo ne è la dimostrazione.
Ciao,
Francesco
Sono tanti i grandi musicisti che ci hanno abbandonato in questo 2016, ma la bellissima musica che ci hanno lasciato resterà per sempre!
Comunque è stato un grande 2016..e per fortuna che dicono che non escono più dischi belli 🙂
Io ho votato:
David Bowie per il suo meraviglioso testamento, BadBadNotGood grande scoperta per me, King Gizzard & The Wizard Lizard band che dev’essere fenomenale anche live, A Tribe Called Quest e l’hip hop come piace a me e Black Mountain riconferma
E buon 2017 a tutti!
Andrea Castellan
andreacastellan2@gmail.com
Ho votato i miei amori di sempre quindi è stato facile, Pj Harvey, regina del rock, Nick Cave, demone del rock, David Bowie, alieno del rock, Leonard Cohen colonna sonora di interi pezzi di vita. Per finire ho omaggiato Meldhau in onore di un concerto bellissimo che regalò a Bologna sei anni fa circa. Auguro un 2017 rock a tutti!
Bowie primo assoluto , album difficile al primo ascolto ma emotivamente molto coinvolgente , secondo iggy grande album e grande collaborazione . a seguire PJ .Due belle sorprese ovvero marta ren e motta infine una delusione : black mountain.
Anno bello ma sopratutto tragico con scomparse dolorose
Ciao PIERO Ciao PAPERO
Ci mancherete ……
Tra quelli proposti, ho dato tre voti.
Il primo a Beyoncé perché Lemonade è la versione musicale della scelta della Keys di non truccarsi in pubblico – e ne abbiamo bisogno tutte (e tutti).
Il secondo a Car Seat Headrest, perché li ho sentiti live al PrimaveraSound e si meritano tutto l’amore del mondo, alla faccia della loro timidezza. E come me la pensavano tipine cinesi graziose, panzuti americani di mezza età e tutti gli hipster che il festival normalmente accoglie: quindi è amore universale.
Infine Blonde di Frank Ocean, perché è quel personale che diventa universale.
Francesca Corno – francicorno@gmail.com
La voce calda e scura insieme di LEONARD COHEN mi ha accompagnato nell’ultimo mese dell’anno. È incredibile e riconoscibile sempre. Bellissima. Gli altri dischi che più ho ascoltato spesso non sono nella vostra lista (è un peccato!): Angel Olsen, Maxwell, Minor Victories, Tindersticks.
Sandro
Grande anno
avrei messo anche lo split Verdena/iosonouncane..
David Bowie – ★ – ISO
Nick Cave & The Bad Seeds – Skeleton Tree – Bad Seed Ltd.
Radiohead – A Moon Shaped Pool – XL
Motta – La fine dei vent’anni – Woodworm
I Cani – Aurora – 42 Records
1) Bowie (perché geniale fino alla fine e oltre)
2) Iggy
3) Marta Ren (spero di vederla di persona per dirglielo)
Un saluto a voi che siete grandi.
P.s. Protesterò perché non vi hanno inserito nei negozi “Bologna today”
3 dischi ottimi molto emozionanti
Ne avrei messi altri ma nn erano nella lista! 🙂
i miei ascolti preferiti e da premiare…per l’indubbio valore artistico e emozionale!
C’era l’imbarazzo della scelta quest’anno; alla fine ho optato per il difficile album degli Afterhours, oltre che per His Clancyness e PJ Harvey che hanno saputo andare oltre quanto fatto in precedenza; inoltre il travolgente Car Seat Headrest e l’ennesima conferma dei Radio Dept.
Tra quelli rimasti fuori mi hanno accompagnato Males, Blueneck, Stella Diana, Sophia, Nothing, Linda Guilala, Besnard Lakes, Mary in June e due lavori italiani usciti a dicembre che si potrebbero recuperare per la prossima volta: Amerigo Verardi e Klimt 1918.
Ho votato Pj Harvey e Radiohead perché hanno prodotto album creativi e diversi dai precedenti. Due album di artisti affermati che restano molto sopra la media degli album pubblicati quest’anno, accompagnati da belle performance live. Cambiando genere, ho votato Brad Meldhau trio per l’album profondo ed emoziomante.