21 apr. – Marco Di Vaio restituisce il Nettuno d’oro che aveva ricevuto dall’amministrazione comunale pochi giorni fa. Il capitano del Bologna si è presentato in Comune con il presidente Guaraldi e ha ridato il premio al vice commissario Michele Formiglio. Il gesto è stato molto apprezzato dal commissario Cancellieri, è una restituzione temporanea fino alla fine delle indagini. Raggiunto al telefono il capitano ha detto di non voler parlare e di voler restare in pace con la famiglia.
Intanto si apprende che Emiliano Viviano e Marco Di Vaio avrebbero detto in Procura di non aver mai accompagnato Marilena Molinari, collaboratrice del Bologna Calcio, realmente disabile. Così il portiere e il capitano rossoblu hanno smontato la linea difensiva della società, durante l’audizione come testimoni di fronte al procuratore aggiunto Valter Giovannini, titolare dell’inchiesta sui pass “H” irregolari o utilizzati in modo indebito.
Le targhe delle auto usate da diversi calciatori del Bologna risultano associate ad almeno un contrassegno handicap, ma secondo Di Vaio e Viviano gli stessi giocatori ne erano all’oscuro. Avrebbero detto davanti ai pm che sapevano di poter accedere al centro, circolare sulle preferenziali e sulla ‘T’, ma di non sapere che questo fosse collegato all’esistenza di un permesso handicap a cui era collegata la loro targa.
Nessuno tra i calciatori o altre persone collegate alla società risulta comunque indagato, nè è previsto un’audizione con Marilena Molinari. L’inchiesta sui pass per il momento conta solo i quattro indagati iniziali: un dipendente di Coopertone e i due cittadini che hanno ammesso di avergli pagato 250 euro per avere il pass, accusate di corruzione e una dipendente Atc accusata di truffa per aver autorizzato una quindicina di accessi Ztl a suoi familiari.

