Bologna, 10 apr. – “A Pavia sono state messe in campo diverse soluzioni per il problema delle slot machine; il collettivo senza slot propone una soluzione radicale mettendo in campo un punto di vista di impostazione marxista e anti capitalista”. Così Luca Casarotti ci parla del progetto del collettivo senza slot di Pavia, che ha deciso nella sua lotta contro la lobby di scrivere un libro che racconta il problema del gioco d’azzardo.
Il libro, che si intitola “Vivere senza slot- storie sul gioco d’azzardo tra ossessione e resistenza”, racconta i suoi personaggi dando così vita ad una sorta di romanzo di formazione in presa diretta. La presentazione a Bologna sabato 12 aprile, al Modo Infoshop in Via Mascarella 24/b, alle ore 19. Presenti anche Wu Ming 1 e Wu Ming 2. L’idea nasce da un’iniziativa di quattro giovani attivisti di Pavia, città che è stata riconosciuta come il capoluogo italiano con il maggior numero di slot machine per abitante , per la precisione una ogni 104 persone.
“Il caffè in un bar è più buono senza slot”, è lo slogan del progetto. Lo scopo infatti è quello di eliminare le macchine da gioco che hanno invaso i bar italiani negli ultimi 50 anni. Tra declino del Nord, criminalità organizzata e storie di gioco, questa opera collettiva cerca di spiegare cosa c’è realmente dietro il gioco d’azzardo, una grande macchina “mangiauomini” capace di trasformarsi in schiavitù.


