30 nov. – Stava andando verso la pasticceria dove lavora, all’alba, quando un uomo che è sceso con lei dal bus l’ha costretta stringendole la gola con un braccio e minacciandola a scendere fino al greto del fiume, lungo via Togliatti, e poi l’ha violentata.
L’episodio è avvenuto mercoledì poco prima delle 5 del mattino. La ragazza, di 22 anni, non è riuscita a reagire subito perché aveva le mani sotto la mantella antipioggia e la visibilità ridotta dal cappuccio. Dopo lo stupro è arrivata sotto shock sul posto di lavoro, dove il titolare ha chiamato il 113. Grazie alla denuncia, “sofferta ma dettagliata”, la squadra mobile ha rintracciato e sottoposto a fermo di Polizia giudiziaria Mohamed Fardous, di 31 anni, marocchino, che durante l’interrogatorio “ha sostanzialmente ammesso le sue responsabilità”, spiega Pietro Morelli, capo della squadra mobile
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La violenza sessuale ha lasciato sulla ragazza ecchimosi e lividi anche nella zona dell’inguine. All’ospedale Maggiore, dove è stata portata subito, hanno accertato la violenza sessuale.
Fardous è stato catturato grazie alle intercettazioni telefoniche: dopo la violenza, sotto l’effetto dell’alcol, avrebbe costretto la ragazza allo scambio dei numeri di telefono. In casa sua è stata trovata una scarpa compatibile con le tracce trovate sul luogo della violenza e alcune valigie pronte, la polizia ipotizza, per una fuga. Al momento del fermo ha ammesso l’atto sessuale, pur sostenendo che fosse consensuale.
L’accusa è di lesioni e violenza sessuale, aggravata perché ha portato la ragazza fino al greto del fiume, dove non aveva difese e non poteva chiedere aiuto.
L’immagine sulla home del sito fa parte della mostra “Segni di un altro genere”, tratto da Redattore Sociale

