Il calcio non è una scienza esatta ma nemmeno una roulette. Dunque se si giocano le loro chances due squadre separate da quaranta punti e con valori tecnici non paragonabili il destino appare scritto.
Tuttavia nel calcio contano anche altre cose: le motivazioni, il tifo, le energie che si mettono in campo.
Il Bologna di quest’anno non sembra in grado tuttavia di sopperire con nulla alla sua estrema povertà tecnica.
A inizio gara sembra quasi che la Fiorentina sia venuta qui in vacanza, così il Bologna ci prova a fare la partita e guadagna spesso la trequarti avversaria: il pericolo maggiore per Neto arriva da un cross ben incornato da Krhin che costringe l’estremo difensore all’intervento plastico.
Appena però la Fiorentina comincia a giocare sono dolori: prima due squilli di Ilicic e Borja Valero su lancio lungo a mettere i brividi poi è Quadrado a rompere l’equilibrio: complice un pasticcio su punizione da metà campo tra Morleo e Cherubin il Bologna perde palla. A destra si invola Joaquin, Cherubin si lascia anticipare da Cuadrado che di prima intenzione infila Curci dagli 11 metri.
Il Bologna è stordito e come successe con l’Atalanta dopo una decina di minuti arriva anche il colpo del ko: Borja Valero per Ilicic che dai 20 metri si accentra e scarica di sinistro nell’angolino alla sinistra di Curci, decisiva una deviazione di Pazienza che angola ancora di più il tiro del giocatore viola già destinato in rete. al 44° i viola hanno un’altra occasionissima per fare la tripletta, ma prima Curci poi una deviazione di un difensore sulla ribattuta a colpo sicuro di Borja Valero evitano il definitivo tracollo.
Che il Bologna possa recuperare francamente non ci crede nessuno, neppure Guaraldi che a inizio secondo tempo abbandona lo stadio. Eppure il pubblico – encomiabile – inciterà per tutta la ripresa i rossoblù che caparbiamente e sterilmente cercheranno per tutta la ripresa il gol per riaprire il match.
Ballardini mischia le carte facendo entrare Cristaldo e Frieberg ma il problema del Bologna non è la voglia e nemmeno il modulo: il problema è la modestia tecnica dei suoi giocatori che sono palesemente inferiori agli avversari. I rossoblù costruiscono anche qualche confusa opportunità: Morleo parte dalla sua area e si fa tutto il campo arrivando al tiro, ma poi batte centrale senza procurare brividi a Neto. Le azioni offensive del Bologna sono imprecise e confuse e ovviamente i rossoblù lasciano gran spazio in contropiede. Il gol della speranza non arriva, puntuale come il destino arriva invece all’87° il terzo gol dei viola con un gran tiro dalla distanza del solito Cuadrado.
Che dire? La faccia di Ballardini in panchina dice molto di più delle dichiarazioni a fine gara. Il Bologna ora attende l’esito dei confronti delle dirette concorrenti, ma è inutile negare che il cammino verso la serie B sia ormai tracciato. Anche perché non si capisce come una squadra così povera di valori possa invertire la rotta nelle ultime tre giornate.

