Si definisce un regista, più che un coreografo. “Dirigo i ballerini, dico loro di esprimersi non solo con il volto”: ecco una delle frasi che ha pronunciato Vincent Paterson ai nostri microfoni. Il coreografo statunitense, che ha lavorato con Michael Jackson, Madonna, Lars von Trier (tanto per citare tre dei nomi che hanno chiesto la sua opera), è a Bologna per il Biografilm festival, che presenta un documentario tutto incentrato su di lui.
The Man Behind the Throne, questo il titolo del film, racconta Paterson dagli inizi alla gloria. Ospite della puntata di Maps andata in onda sabato dalla Cineteca, Vincent ci ha svelato che il terrore di non farcela è ogni volta la sua più grande ispirazione. La sua vita è, probabilmente, una delle versioni del cosiddetto sogno americano, ma con un bel po’ di modestia. Proprio per questo ha aspettato più di cinque anni per dire di sì a Kersti Grunditz, la regista del documentario: non voleva essere al centro dell’attenzione. Il che è notevole per chi ha ideato, di fatto, buona parte del video di “Smooth Criminal”.



