
Bologna, 7 apr. – Tamburi in piazza per l’annunciata manifestazione di Atlantide contro l’avviso di sfratto intimato da Palazzo D’Accursio, e Consiglio comunale di Bologna sospeso per il troppo rumore. La protesta dei collettivi, dunque, è arrivata oggi fin sotto le finestre del municipio, anzi anche ”dentro” dato che una delegazione dei gruppi che occupano il Cassero di porta Santo Stefano è salita in Comune per riconsegnare la lettera dell’amministrazione (inviata l’1 aprile) che invita a lasciare i locali altrimenti scatterà lo sgombero entro 15 giorni. L’aula del Consiglio ha dovuto però sospendere per qualche minuto i lavori a causa del baccano che ”saliva” dalla piazza dove un gruppo di manifestanti con cartelli, volantini e tamburi ha inscenato una piccola ma rumorosa protesta.
Furente per l’interruzione il centro destra. A difesa di Atlantide ha parlato Cathy La Torre. “Dico con fermezza che il Comune deve mettere attorno ad un tavolo queste realtà (i collettivi di Atlantide e le due associazioni nuove assegnatarie degli spazi del Cassero Santo Stefano, ndr) per trovare una soluzione condivisa che non preveda lo sgombero di Atlantide, al quale io personalmente come attivista Lgbt, e Sel come forza politica, si oppone decisamente”, ha detto La Torre, che poi ha pubblicato un lungo intervento su facebook.
Dopo la consegna della lettera, accompagnata da un volantino che chiarisce che Atlantide intende restare dove è, il Consiglio ha ripreso i lavori.

Atlantide. L’appello del Cassero: “Il Comune si fermi, no allo sgombero”
“Atlantide deve andarsene”. In arrivo la lettera del Comune di Bologna

