2 apr. – Su Imu e neve il governo si è impegnato a parole ma «mancano i fatti». E’ questa l’idea espressa oggi dalla vicesindaco Silvia Giannini, che descrive una situazione ancora «molto incerta e insoddisfacente» per il bilancio del Comune di Bologna. Intervenendo in commissione consiliare ha spiegato che gli emendamenti in discussione in Parlamento non danno risposte sufficienti ad avviare la discussione sul bilancio di Palazzo D’Accursio, che per ora resta congelata.
I due nodi da sciogliere sono sempre gli stessi: 12 milioni di Imu che il Comune dovrebbe versare allo Stato per gli immobili comunali e 8 milioni spesi per l’emergenza neve su cui si aspetta un aiuto statale. Sull’Imu, «6 milioni ce li danno con una mano e ce li tolgono con l’altra», dichiara la vicesindaco con delega al Bilancio, che spiega come nel testo dell’emendamento in discussione sia previsto uno “sconto” del 50% dell’Imu, ma con una copertura finanziaria parziale, fatta a danno del fondo sperimentale di riequilibrio. Gli altri 6 milioni «sono parte della divergenza di stime fra noi e il ministero», aggiunge Giannini, perché lo stesso emendamento lascia al Comune la possibilità di mettere come gettito Imu le stime del ministero. Quello che chiede il Comune di Bologna è che un’eventuale divergenza di stime sia coperta dal fondo sperimentale di riequilibrio, per non costringere i comuni ad aumentare le tasse.
Al momento, l’ipotesi che si sta facendo a Palazzo d’Accursio è di far pagare a giugno, ai contribuenti bolognesi, l‘aliquota base dell’imu (quella certa perché destinata interamente allo Stato), rimandando il resto, quello che finirebbe nelle casse comunali, a dopo.

