Acer Bologna. In via Zampieri dove sorge un intero palazzo vuoto

Acer via zampieri

Acer Bologna. Viaggio tra buche nei cortili e case vuote

Bologna, 7 ago. – Proseguiamo il nostro viaggio tra le case Acer, di edilizia residenziale pubblica, in via Zampieri. Lì è dove, ci racconta il Resto del Carlino, è stato occupato da una famiglia di migranti un appartamento già assegnato. L’inquilino è rientrato dopo un lungo periodo di assenza ed ha trovato l’appartamento abitato da qualcun altro.Della vicenda però pare non ne sappia nessuno nella zona e gli assegnatari ci raccontano ben altri problemi.
La prima donna che incontriamo sta stendendo sul balcone del piano terra e ci racconta di aver avuto la casa assegnata ma senza contatore del gas. “Mi hanno chiesto 2.500 euro che secondo loro dovevo pagare io, ho passato mesi a girare per gli uffici in gravidanza e con una bimba piccola per risolvere il problema, mentre a casa non avevo il gas” ci spiega. In ogni caso dice di trovarsi bene in via Zampieri, ma aggiunge: “Io sono tollerante, qui bisogna stare attenti con i bambini perché gira della gente singolare”. Occupazioni non ne ha viste di recente, ma ricorda che prima di darle la casa l’addetto Acer ha controllato che fosse vuoto perché “le occupazioni, ha detto, sono all’ordine del giorno”.

Tutti in realtà ricordano le occupazioni degli anarchici, ma nessuno se ne lamenta: “Volevano rendere visibile il problema della casa” ci dice il figlio di una donna, anziana, che abita in via Zampieri da 40 anni. Secondo lui i problemi sono soprattutto di manutenzione: “Il cortile è in degrado, un palazzo inagibile, topi che girano per le cantine”. Al centro del primo cortile c’era una vecchia lavanderia, poi utilizzata come magazzino da Acer e poi lasciata al nulla. “Potrebbero farci uno spazio per i bambini” propone. Problemi coi vicini? “C’è stato un grosso ricambio generazionale ma i contrasti son gli stessi del passato”.

D’altra opinione una ragazza, come lui, ha vissuto in queste case da piccola: “Era un piccolo paradiso ora non si riesce a confrontarsi, diversa cultura, diverse idee”. Ora in quell’appartamento ci vive la sorella che però quest’anno è stata in Francia: “A settembre torna, ha chiesto una sospensiva ad Acer, si può”. Il problema degli alloggi assegnati e lasciati vuoti però esiste e lo conferma anche lei che aggiunge: “Non è giusto che la casa popolare si erediti e che una volta assegnata ti resti per sempre”.

L’ultima persona che abbiamo incontrato ci mostra un palazzo ristrutturato e vuoto. “E’ così da due anni” ci spiega. I lavori sono iniziati dieci anni fa e nel frattempo, mentre il cantiere procedeva a rilento, entravano persone per dormirci oppure per “farsi di eroina”, c’è stato anche un caso di incendio. Anche lei ci racconta di problemi di relazione con i vicini “gli extracomunitari” dice, ma poi aggiunge subito “non che ce l’abbia con loro, sopra di me c’è una famiglia di stranieri che è meravigliosa e io parlo solo con loro”, ma c’è chi “spacca vetri, tombini”. Anche lei non sa nulla delle occupazioni di appartamenti abitati, “sembra quello che racconta la tv di Napoli e Palermo” commenta. Qui non succede? “Per ora no, io spero di no” ci risponde.

 

 

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