Via Petroni. I locali non rispetteranno più l’ordinanza

13 set. – Scade il 30 settembre l’ordinanza di via Petroni ma già da domani, venerdì 14 settembre, i locali non chiuderanno a mezzanotte e mezza. “Non vogliamo dichiarare guerra all’amministrazione, ma non ce la facciamo ad arrivare a fine mese” dichiara Massimiliano Bolelli, proprietario del Balanzone. Resteranno aperti qualche minuto in più, finché non arriveranno gli agenti di polizia municipale per le multe.

“Il sindaco sembra intenzionato a fare una nuova ordinanza dopo il 30 settembre” dice Bolelli che tende la mano verso un accordo. “Non le 6, ma nemmeno mezzanotte”, i gestori dei locali vorrebbero chiudere all’1.30 dalla domenica al mercoledì, alle 2 il giovedì e alle 3 il venerdì e il sabato. Sono convinti che il decreto Monti sulle liberalizzazioni degli orari darebbe ragione a loro e, per questo, attendono il pronunciamento del Tar sul ricorso contro l’ordinanza.

Il provvedimento del Comune riguarda attualmente 15 attività che si trovano nella prima parte della via, vicina a piazza Verdi e che già lamentano la perdita di diversi posti di lavoro: sei dipendenti in meno al Cafè Paris, quattro all’Ateneo Caffè, che rischia anche lo sfratto. C’è tra loro chi minaccia uno sciopero della fame in via Petroni se dovesse arrivare una nuova ordinanza.

Gli esercenti mettono sul tavolo il loro impegno per migliorare le condizioni della strada e invitano il Sindaco Merola a passare una serata con loro. La pulizia, le telecamere che puntano anche sull’esterno e i buttafuori sono controlli che, sottolineano gli esercenti, vengono a mancare quando i locali stanno chiusi. “Durante l’estate, con i concerti in piazza Verdi, qua passavano anche famiglie” afferma Bolelli che osa: “sembra di essere sul lungomare“.

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