Bologna, 23 giu. – Alla fine il sindaco Virginio Merola l’ha spuntata e ha incassato il voto favorevole del consiglio comunale di Bologna sulla delibera di creazione dell’Istituzione Scuola. Al momento del voto sul tabellone dell’aula di palazzo d’Accursio si sono accese 23 luci verdi, 6 luci rosse e 4 bianche, rispettivamente favorevoli, contrari e astenuti. Secondo la tabella di marcia fissata dall’assessore Marilena Pillati, l’istituzione dovrebbe nascere il primo settembre di quest’anno, questo per consentire l’assunzione di 385 precari.
A favore della creazione dell’Istituzione hanno votato il Partito Democratico, il Centro Democratico, la Lega Nord e Daniele Carella di Forza Italia. Dopo i distinguo della vigilia dei consiglieri Daniela Turci e Francesco Errani, la riunione di questa mattina del gruppo democratico insieme al sindaco ha riportato la calma tra i banchi del partitone. “Se non la votate io mi dimetto” pare abbia detto Merola che sull’Istituzione scuola era pronto a tracciare la propria linea Maginot. Quando Errani, che fino a poche ore prima del consiglio aveva rinnovato la richiesta di rinviare il voto, è intervenuto annunciando il proprio sì nonostante le tante perplessità, dai banchi del pubblico, in cui erano sedute alcune decine di maestre dell’Adi e attivisti di Usb, sono partiti improperi: “Venduto” si è lasciata scappare una voce femminile.
Come annunciato, il gruppo Sel-Frascaroli si è astenuto e non ha votato contro, come invece hanno fatto sia il Movimento 5 stelle che la maggior parte del gruppo di Forza Italia e i centristi di Insieme per Bologna (Aldrovandi e Castaldini).
Il voto di oggi è arrivato tra le proteste delle maestre e del sindacato di base Usb. “Non ci sono certezze sull’organizzazione dell’istituzione e sul contratto” dicono le maestre. Da due anni sono in piazza contro i progetti dell’amministrazione in fatto di servizi educativi. “Prima volevano metterci sotto l’Asp, e poi abbiamo visto come è finita” dice una delle manifestanti. “I lavoratori sono contrari a questo progetto” dice Vilma Fabbiani di Usb. Il sindacato di base ha tenuto un referendum consultivo tra i lavoratori dei servizi educativi: 1533 gli aventi diritto individuati dal sindacato tra maestre, educatori e collaboratori scolastici; di questi 895 hanno partecipato alla votazione e 850 sono stati i no, a fronte di 26 sì. Merola ha risposto a muso duro, come già fatto nei mesi scorsi: “Si tratta di resistenze corporative“.



