Bologna, 21 lug. – In tutto 23 gli alloggi liberati perché risultavano occupati abusivamente a vario titolo, 43 le persone denunciate e 51 quelle accolte provvisoriamente in strutture messe a disposizione dal Comune: 33 adulti e 18 minori (sommando dieci famiglie, quattro coppie e due adulti soli). Sono i numeri dello sgombero del comparto Acer di via Gandusio, effettuato una settimana fa a Bologna: li ha forniti l’assessore comunale alla Casa, Virginia Gieri, rispondendo in question time ad una domanda di Emily Clancy (Coalizione civica).
Clancy ha interrogato la Giunta perché dallo sgombero e’ passata “una settimana di dubbi e interrogativi a cui questa amministrazione non ha saputo o non ha voluto dare risposta”. E di certo “ci andrei piano con parole come ‘delinquenti’, come ha fatto il presidente di Acer, Alessandro Alberani. Qui sotto ora, a due passi da quest’aula di Consiglio- segnala Clancy- c’e’ un signore invalido al 100% che prende 289 euro di pensione di invalidita’. Sta protestando con un cartello nel cortile di Palazzo D’Accursio. Anche lui e’ una delle persone che hanno cercato di resistere allo sgombero. E’ un delinquente?”. In effetti, la protesta solitaria stamattina era in corso, con l’uomo disteso in mezzo al cortile del Comune. Gieri, innanzitutto, risponde sottolineando che l’amministrazione e Acer “hanno effettuato un lavoro di preparazione che nei mesi scorsi ha visto il trasferimento in altri alloggi temporanei più di 120 nuclei familiari. A tutti gli assegnatari aventi titolo Acer ha proposto, fino agli ultimi giorni, anzi, fino all’ultimo giorno, alloggi alternativi per il periodo dei lavori e tutti hanno accettato”. Lo sgombero si e’ poi svolto “in modo sostanzialmente regolare”, afferma l’assessore.
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Il Pronto intervento sociale è arrivato in via Gandusio verso le 8 e la proposta di accoglienza nell’ex ostello San Sisto “ha avuto come destinatari le famiglie con minori e due coppie in particolare fragilità sanitaria. Agli altri adulti- spiega Gieri- e’ stata proposta la collocazione in dormitorio”, che due coppie adulte hanno rifiutato. Sia la collocazione al San Sisto che in dormitorio “era una proposta assolutamente d’emergenza- sottolinea l’assessore- legata al fatto che bisognava valutare qual era lo stato delle persone”. Gieri ne approfitta per ringraziare le forze dell’ordine, la Polizia municipale, Acer e il settore Casa che hanno operato “davvero con molta lena per trovare le proposte alternative per oltre 120 nuclei. Cosa non facile”. Inoltre, i servizi sociali “sono stati molto attenti e hanno lavorato per l’individuazione delle criticità”, assicura l’assessore. Detto questo, Gieri ricorda che l’occupazione non solo è un reato ma è anche “un danno” per coloro che la compiono l’occupazione, perché “allontana ancora di più l’accesso all’alloggio pubblico, nel caso se ne avesse il titolo”. In questo senso, “coloro che in qualche maniera incoraggiano oppure pensano che possa essere utile fare operazioni di forza o di accampamenti per potere accedere all’alloggio- avverte Gieri- devono avere chiaro che l’unico strumento che l’amministrazione pubblica ha per concedere in modo più o meno duraturo degli alloggi in transizione abitativa o Erp è quello di essere residenti per un tot di anni e di mettersi in comunicazione immediatamente con i nostri servizi sociali, fare un piano di lavoro e valutare davvero quanto questo bisogno e’ vero”. Una sorta di accampamento sotto i palazzi di via Gandusio, attualmente circondati da una recinzione, era presente anche stamattina (Dire).

