3 feb.- “Il nostro errore è stato di non comunicare alla Regione i nomi delle ditte che avevano ricevuto l’appalto per l’installazione dei computer per il Progetto Sole“. E’ questa la posizione di Luciano Vandelli, presidente di Cup 2000, sentito oggi in commissione Bilancio in Comune, relativamente agli appalti esterni della società a ditte tra le quali figura la Connex Card di Mirko Divani. Vandelli fa muro intorno alla Regione e assume su di sè e sull’azienda la responsabilità della mancata comunicazione. Secondo quanto riferito dal suo presidente, Cup 2000 non riteneva di dover informare la Regione (socia di maggioranza di Cup 2000) dei nomi delle ditte coinvolte nell’affidamento, poiché si trattava di un progetto che rimaneva in capo alla società e non interamente esternalizzato.
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Le stesse spiegazioni sono state fornite da Cup 2000 anche alla Regione, tramite una lettera inviata ieri sera ai vertici di Viale Aldo Moro. Nei giorni scorsi infatti l’assessore alla sanità Giovanni Bissoni aveva chiesto chiarimenti sulle modalità di affidamento alle ditte esterne, tra le quali figura anche quella di Mirko Divani, lo storico amico dell’ex sindaco Delbono e titolare del bancomat usato da Cinzia Cracchi.
Sulla vicenda Cracchi-Delbono Vandelli ha espresso dispiacere per aver appreso dai giornali che una sua dipendente non era contenta del suo luogo di lavoro, e le ha indirizzato la stessa risposta già espressa alcuni giorni fa dal direttore Mauro Moruzzi: “se vuole può andarsene”.
Infine, in relazione al coinvolgimento negli affidamenti alla Connex Card di una dipendente del Cup, Simonetta Tosi (moglie di Divani e amministratore unico della società), Vandelli ha spiegato che il contratto era stato firmato da Divani. Secondo quanto riferito dal presidente, Il matrimonio tra i due sarebbe avvenuto successivamente, e i vertici di Cup 2000 non sapevano che “come regalo di nozze Divani aveva regalato alla moglie una quota di società”.

