23 apr. – Si è concluso il lungo incontro che ha visto protagonisti istituzioni, proprietà e sindacati impegnati nella trattativa per la vertenza Fini Compressori di Zola Predosa. L’accordo è stato raggiunto con la conferma del ritiro dei 108 licenziamenti. L’incontro, che si è svolto nella sede della Regione Emilia Romagna, ha confermato le ipotesi della vigilia, dunque 30 mesi di cassa integrazione, sei in deroga e 24 di straordinaria, per i lavoratori in mobilità della Fini Compressori.
“I punti dell’accordo sono quattro – ha annunciato il segretario cittadino della Fiom Bruno Papigniani – oltre ai licenziamenti e all’avvio della CIG , l’azienda resterà a Bologna con i 120 lavoratori ancora assunti, poi si apriranno delle finestre di mobilità volontaria con indennizzo, per chi troverà un altro lavoro o andrà in pensione, e ci saranno dei corsi di formazione per i lavoratori“.
La trattativa, a detta di Papigniani è stata anomala “perché l’azienda anziché rispettare i 12 mesi mesi in deroga aveva interrotto la Cassa integrazione a metà. E’ stato tutto molto difficile e per chiudere la trattativa ho dovuto riprendere i contatti con il presidente di Unindustria Maurizio Marchesini”.
I termini dell’accordo verranno comunicati ai lavoratori che decideranno se sciogliere il presidio davanti ai cancelli della loro azienda.

