Vertenza Electrolux: la firma dell’accordo

Bologna, 15 mag. – La vertenza Electrolux è in dirittura d’arrivo: da una parte salvi i posti di lavoro senza taglio di salari fino al 2017, dall’altra la multinazionale di elettrodomestici è vicina al suo obiettivo di risparmio di 2 euro l’ora grazie a finanziamenti del governo e delle Regioni. A Roma oggi la firma a Palazzo Chigi, dopo nove mesi di confronti e ore e ore di trattativa anche negli ultimi giorni, poi venerdì le assemblee nelle fabbriche e giovedì il voto dei cinquemila lavoratori. Coinvolti gli stabilimenti di Forlì, Porcia (Pordenone), Solaro (Milano), Susegana (Treviso). Un grosso lavoro di concertazione che ha coinvolto il Ministro dello Sviluppo Federica Guidi, i sindacati e i vertici dell’azienda che hanno deciso investimenti per 150 milioni di euro. Scongiurata così la delocalizzazione delle produzioni, prima tra tutte quella delle lavatrici in Polonia.

Il grosso del risparmio per l’azienda arriva dalla decontribuzione del 35% per i contratti di solidarietà finanziata nel Decreto Lavoro del governo. I dipendenti lavoreranno per i prossimi due anni il 20% in meno e l’azienda risparmierà 1,2 euro l’ora. In più i permessi sindacali saranno ridotti del 60% e i lavoratori di Porcia rinunceranno ai 5 minuti in più di pausa (riduzione da 10 a 5 minuti come nelle altre fabbriche). Coinvolti anche i fondi delle Regioni e il fondo ministeriale per innnovazione e ricerca.

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