Verso un “fondo di comunità” per rilanciare Bologna

14 feb. – Per rilanciare Bologna guardando oltre la crisi, il Comune vuole creare un “fondo di comunità”. L’obiettivo è attrarre anche investimenti privati, per mantenere e rilanciare i servizi che ancora per quest’anno il sindaco Virginio Merola ha detto saranno garantiti, grazie a un bilancio che sarà “una specie di miracolo politico”. Lo ha detto questa mattina intervenendo all’attivo dei delegati della Cgil, che ha invitato i rappresentanti istituzionali e delle organizzazioni di categoria del territorio a un confronto su lavoro, crisi e sviluppo.

Mentre si costruisce il fondo di comunità, il sindaco assicura che nel bilancio, ancora da costruire, ci sarà un fondo aggiuntivo per aiutare le famiglie svantaggiate e un programma di lavori socialmente utili.

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All’appello della Cgil ha risposto anche il rettore Ivano Dionigi, per provare a sfatare la “maledizione” di Bologna, dove “si va sempre in ordine sparso“. Il compito dell’Alma Mater non è creare posti di lavoro, ha detto il rettore, ricordando però che per la città gli studenti sono un triplice saldo positivo: culturale, anagrafico ed economico, perché fanno guadagnare alla città 600 milioni all’anno al netto delle tasse, creando un indotto di 3.300 posti di lavoro. Insieme al Comune, l’Università punta ad aumentare la presenza dei dottorati di ricerca dentro le aziende.

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Un’area su cui Bologna e la regione puntano per sviluppare la ricerca e l’innovazione è il Tecnopolo, nell’area dell’ex manifattura tabacchi. Oggi la vicepresidente dell’Emilia-Romagna Simonetta Saliera ha detto che i cantieri partiranno a inizio 2014 e viale Aldo Moro investirà altri 25 milioni di euro, oltre ai 50 milioni per l’area.

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