23 dic. – In un momento particolare dell’economia con la crisi che stritola le aziende la lotta alle “presenze sospette” di personaggi legati alla criminalità organizzata è il principale obiettivo che si prefiggono i Carabinieri dell’Emilia Romagna. Parola del generale Vittorio Tomasone che ha presentato il bilancio dell’attività dell’Arma nel 2010 e ha dedicato una particolare riflessione al tema delle infiltrazioni mafiose. Reduci dall’arresto del boss di ‘ndrangheta Nicola Acri (fermato da carabinieri del Ros a Bologna il 20 novembre) i Carabinieri promettono di attuare un serrato controllo delle aziende del territorio secondo una modalità che il gen. Tomasone ha spiegato in questo modo: “Dobbiamo dare grande importanza a quelle che sono le verifiche dei soggetti inseriti in strutture economiche imprenditoriali che mantengono collegamenti con persone che possono essere per noi di interesse operativo”.
Intanto oggi un commerciante di 38 anni di Rossano Calabro è stato arrestato con l’accusa di favoreggiamento proprio al boss Acri. Avrebbe acquistato e poi fornito le automobili che Acri ha usato durante la sua latitanza, compresa quella che guidava il giorno dell’arresto a Bologna.

