4 gen. – Sono passati vent’anni dalla strage del Pilastro. Stamattina, nella chiesa di Santa Caterina da Bologna in via Campana 2, si è svolta la messa in suffragio delle vittime a cui è seguita la cerimonia di deposizione delle corone al monumento in memoria delle vittime in via Casini.
Il 4 Gennaio 1991 pochi minuti prima delle 22 una pattuglia composta da tre carabinieri stava percorrendo le strade del Pilastro quando incontrò la banda della Uno bianca, un’organizzazione criminale responsabile di 24 omicidi. A bordo della volante c’erano Otello Stefanini, Mauro Mitillini e Andrea Moneta, tutti sui 20 anni, in perlustrazione al Pilastro perché pochi mesi prima qualcuno aveva tentato di dare fuoco alla ex scuola Romagnoli, utilizzata da tempo come ricovero per trecento stranieri. In via Casini, all’altezza delle Torri la Fiat Uno dell’Arma sorpassò quella della banda e nel sospetto che i tre carabinieri stessero prendendo la targa della loro auto rubata, Roberto Savi, poliziotto della questura di Bologna, esplose alcuni colpi lungo la fiancata sinistra della vettura dei carabinieri. Otello Stefanini, alla guida dell’auto venne ferito gravemente. Pur ferito mortalmente accelerò cercando di fuggire, ma perse il controllo ed andò a sbattere contro i cassonetti dell’immondizia. A quel punto dalla Uno Bianca scesero due uomini e da dietro crivellarono con una trantina di colpi di arma da fuoco la Uno dei carabinieri. Mitillini e Moneta uscirono dall’auto sparando, riuscendo anche a ferire Fabio Savi, ma caddero sotto i colpi della banda che li raggiunse e li finì con un colpo alla nuca. A poche centinaia di metri i banditi abbandonarono la loro Uno bianca e, dopo averla cosparsa di benzina, le diedero fuoco.
Questa volta che il richiamo alla pena e all’assenza di sconti per gli assassini è arrivato direttamente dall’altare, per bocca dell’arcivescovo Carlo Caffarra. La presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della Uno bianca, Rosanna Zecchi ha apprezzato le parole dell’arcivescovo. “Il cardinale ha fatto un’omelia bellissima – ha detto -, mi ha commosso. Caffarra non era mai venuto al Pilastro, forse è rimasto impressionato, non lo so. So solo che ha fatto un’omelia che ho sottoscritto in pieno” ha concluso Zecchi, che ha assistito alla messa in prima fila tra Alfonso Manzo e Vittorio Tomasone, rispettivamente comandante provinciale e regionale dei Carabinieri. Presente anche lo stesso comandante dell’Arma, il generale di corpo d’armata Leonardo Gallitelli.
Presenti alla cerimonia anche il Prefetto Angelo Tranfaglia, il Questore Luigi Merolla, la presidente della Provincia Beatrice Draghetti, il subcommissario Michele Formiglio. In prima fila anche il deputato Pdl Giuliano Cazzola e l’ex primo cittadino Walter Vitali (qualche fila più indietro anche Giorgio Guazzaloca). C’erano anche Maurizio Cevenini, Raffaele Donini e Danilo Gruppi della Cgil.
Troppa generosità nell’elargire permessi premio. I killer della Uno bianca devono restare in carcere. Lo gridano a gran voce i familiari delle vittime della banda che, dopo la cerimonia di questa mattina al Pilastro hanno partecipato alla seduta straordinaria del Consiglio provinciale di Bologna.
Ai nostri microfoni, Anna Maria Stefanini, la mamma di Otello, chiede pena certa per i responsabili stefanini

