27 sett. – Parla di “cambiare il mondo ma con stile“, bacchetta la Sinistra europea, avverte il suo partito e scalda il cuore dei suoi militanti. Il presidente della Puglia e di Sinistra Ecologia e Libertà, Nichi Vendola, ieri sera ha incantato le quasi mille persone che hanno affollato la festa provinciale del suo partito, nel parco di viale Togliatti. Successo di pubblico oltre ogni previsione, dicono dall’organizzazione prima di snocciolare i numeri del successo: “Abbiamo finito tutto quello che avevamo in cucina” dicono i volontari.
Intervistato dal giornalista di Repubblica Curzio Maltese, Vendola ha parlato per quasi due ore citando il principio speranza di Ernst Bloch, parafrasando Karl Marx (“la sinistra per noi è il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente). Anche se la persona più citata è stata Papa Francesco: “Abbiamo bisogno di qualcuno che assomigli a Papa Francesco che ha preso in mano la Chiesa nel momento in cui si stava toccando il fondo e la sta riportando in alto”. In platea qualcuno sussurra: “Non mi è mai capitato di sentire parlare così tanto di papi ad un comizio di un partito post comunista”.
Vendola critica i compagni di viaggio: “La sinistra riformista è più realista del re, mentre quella radicale è avvitata su se stessa”. La critica si spinge anche al di là dei confini nazionali e guarda alla dimensione europea: “La Linke in Germania avrebbe fatto di più se non si fosse avvitata in discussioni sull’opportunità di costruire il Muro di Berlino”. Sguardo al presente e al futuro: è questo che la Sinistra deve assumere, secondo Vendola, per recuperare lo spazio perduto in questi anni. Divisa tra chi ha puntato troppo sull’Uguaglianza dimenticando la Libertà, e chi al contrario ha privilegiato la Libertà mettendo da parte l’Uguaglianza, Vendola propone di completare la triade della rivoluzione francese puntando sulla parola Fratellanza.
Vendola lancia stoccate a Grillo (“Proclamava la rivoluzione della semplicità ma poi si sono accorti, come Pizzarotti a Parma, che governare non è semplice”) e si rivolge agli ex alleati del Partito Democratico: “Lasciate il Pdl. Se non ora quando?” Nonostante questo Vendola assicura di continuare a guardare al popolo democratico come ad un alleato naturale. In platea il segretario provinciale del Pd, Raffaele Donini, accompagnato dal sindaco di San Lazzaro Marco Macciantelli e dalla presidente della provincia Beatrice Draghetti, ascolta attento.
E sempre ai democratici si rivolge confidando in un “congresso con i piedi per terra” in cui il confronto sia sui temi. Con un avviso, però: “Se si discute di Uguaglianza e intanto si approvano provvedimenti iniqui come la cancellazione dell’Imu, allora io mi incazzo” dice Vendola.
Immancabile un commento sulla vicenda Barilla: “Il signor Guido Barilla non è di pasta buona” dice Vendola.
Dopo gli anni della destra trionfale, serve “una bonifica dei territori contaminati dal berlusconismo” dice Vendola che, annunciando il prossimo congresso di Sel, previsto a gennaio 2014, si rivolge ai suoi: “Se un circolo di Sel è terreno di contese rusticane, chiudetelo!” La litigiosità ai vendoliani non manca, tanto che qualche esponente locale, a microfoni spenti, ammette: “Senza di lui, il partito rischia di disintegrarsi“.



