Vendola guarda avanti: “Dobbiamo saper raccontare ai giovani tempi migliori”


25 apr. – Una grande folla ha partecipato alle celebrazioni della liberazione a Monte Sole. Sono circa tremila le persone che hanno sfidato le nuvole del mattino e sono salite nell’area del parco storico dove furono uccisi, nell’autunno 1944 oltre 770 persone, in gran parte donne e bambini. In mattinata, dopo la funzione religiosa dei frati dossettiani della Famiglia della Piccola Annunziata e i canti della Corale del Reno e della Banda Bignardi di Monzuno, è stata la volta dei saluti del vice-presidente del Comitato Onoranze ai Caduti, Valter Cardi, e del sindaco di Marzabotto, Romano Franchi.

I discorsi più attesi sono stati quelli della deputata Pd, Olga D’Antona, e del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. La vedova del giuslavorista ucciso dalle Br ha letto con fatica, e tanta commozione, il discorso preparato per l’occasione, lasciando poi il microfono a Vendola che, a braccio, ha parlato per quasi mezz’ora.
Il riconfermato presidente della Puglia ha iniziato il suo discorso con mestizia: “Viviamo giorni di amarezza e di inquietudine in cui la storia sembra sia precipitata in un buco nero“, “nella dimenticanza obbligatori“. “Abbiamo il torto di aver trasformato – ha proseguito Vendola il 25 aprile in un’immagine oleografica“, “abbiamo il torto di aver fatto dei valori della Costituzione un richiamo retorico mentre la Costituzione veniva giorno dopo giorno stracciata nei suoi articoli fondamentali, nel suo significato storico. Noi non siamo stati in grado di spiegare, di narrare alle giovani generazioni che stavamo parlando del futuro raccontando quel passato“.

Nel corso del suo intervento, Vendola, ha richiamato gli articoli 1, 3 e 11 della Costituzione, rispettivamente “incompatibili” con la “precarizzazione del mondo del lavoro“, “con le leggi razziali volute negli ultimi anni in questo paese” e con la “presenza bellica in tanti teatri di guerra”.

(Ascolta la registrazione integrale del discorso di Vendola) vendola_sito

Nel pomeriggio, sono partiti i Percorsi antifascisti sul Sentiero partigiano che, sulle note della Banda Roncati, ha portato centinaia di garofani rossi ai piedi del cippo che ricorda la brigata partigiana Stella Rossa sulla cima di Monte Sole. Intere famiglie, giovani, bambini hanno occupato per tutto il pomeriggio i prati dell’area Memoriale e i ruderi dei borghi che furono teatro dell’eccidio per le letture, i concerti, le rappresentazioni teatrali per, come hanno detto gli organizzatori, “riportare la vita dove i nazifascisti portarono morte“.

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