Bologna, 15 mag. – Chiudono in via precauzionale, con un’apposita ordinanza che sarà emessa nelle prossime ore dal sindaco, la chiesa e la canonica del centro abitato Santa Maria Maddalena di Ripoli, frazione di San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna. La chiesa è interessata da una frana che per i residenti è stata riattivata dai lavori per la Variante di Valico. La decisione è stata assunta in seguito al sopralluogo condotto nei giorni scorsi dal Collegio dei tecnici impegnato nel controllo del territorio: sono stati valutati i dati di monitoraggio dell’edificio e delle fessure presenti nella zona del presbiterio e nella vicina cappella invernale della canonica.
La chiusura temporanea del luogo sacro consentirà di svolgere un accurato rilievo delle strutture e delle lesioni, anche attraverso l’installazione di nuovi strumenti di indagine. Saranno posizionati appositi fessurimetri per valutare con esattezza l’entità dei movimenti e saranno effettuati studi accurati, in accordo con la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Bologna, per restituire all’antica chiesa di Ripoli agibilità e sicurezza.
“Quella della chiesa – afferma l’assessore regionale alla Programmazione territoriale Alfredo Peri – è una situazione a cui guardiamo con la massima attenzione, non solo per il suo valore storico-monumentale, ma anche per l’evidente funzione sociale e morale. È chiaro, quindi, che la priorità deve essere rivolta a garantire la massima sicurezza dei fedeli e alla tutela del bene artistico. Si tratta di una situazione puntuale e circoscritta rispetto a un contesto dove il movimento franoso è sostanzialmente fermo. Lo attesta anche l’ultimo bollettino sui cedimenti e gli spostamenti nella frazione di Ripoli pubblicato sul sito del Comune di San Benedetto Val di Sambro”. Per garantire una soluzione tempestiva e appropriata, la Regione Emilia-Romagna e il Comune di San Benedetto Val di Sambro hanno immediatamente richiesto l’intervento di Società Autostrade, in analogia con quanto previsto dal Protocollo operativo sottoscritto con la Prefettura di Bologna. “D’intesa con la proprietà e la Soprintendenza, si tratta ora di definire il merito degli interventi necessari per restituire alla comunità un bene più sicuro e che possa rispondere al meglio alla propria funzione”, conclude Peri. Sugli scavi della variante di Valico c’è stata anche un’inchiesta della Procura di Bologna, e alla fine il Pm Morena Plazzi ha chiesto al Gip l’archiviazione: ”L’intera area appenninica – aveva scritto il Pm nella sua richiesta – attraversata dai lavori infrastrutturali qui in esame risulta essere caratterizzata da formazioni con caratteristiche simili a quelle della zona interessata dalle gallerie Val di Sambro e Sparvo, sicchè non vi sono elementi per poter affermare che, in un ragionamento controfattuale necessario in ipotesi di reati omissivi colposi, laddove si intendesse formulare una contestazione di disastro colposo, che una diversa progettazione, una diversa collocazione del tratto autostradale della Variante di valico avrebbe sicuramente escluso l’insorgere di movimenti franosi”. (ANSA).
15/05/2014

