Vannini accusato anche di calunnia

Per il consigliere comunale de La Tua Bologna l’inchiesta per la visura giudiziaria diffusa ai danni di Alfredo Cazzola si complica. La Procura lo accusa ora anche di calunnia, un reato più grave della violazione della privacy e della rivelazione di segreto d’ufficio (su quest’ultimo sta indagando la Procura di Catania). Secondo i magistrati Vannini avrebbe mentito durante l’interrogatorio accusando ingiustamente l’ex carabiniere Filippo Mineo di aver consegnato la visura a Serafino D’Onofrio. La Procura pensa invece che sia stato lo stesso Vannini a concordare con D’Onofrio che il documento fosse diffuso in modo anonimo, consegnandolo personalmente.

Il reato di calunnia consente il giudizio immediato.

Oggi il pm Luigi Persico ha fissato per il 25 maggio la data della nuova comparizione per i sei indagati (Vannini, Mineo, D’Onofrio, Marco Zanzi, Valerio Monteventi e Giovanni Mazzoni). Il titolare dell’inchiesta ha apportato una modifica che stronca sul nascere la richiesta dell’avvocato di Vannini, Gabriele Bordoni, di spostare il procedimento a Cremona (sede del quotidiano L’informazione). Il reato di violazione della privacy sarebbe stato commesso il 30 aprile a Bologna, alla conferenza stampa di BCL, e non il primo maggio, quando l’atto fu pubblicato sul giornale.

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