Vannini: «Sono un osso duro»

7 mag. – Parla di ieri come della giornata della sua «condanna mortale», però si definisce «un osso duro». Il giorno dopo la formalizzazione delle accuse dell’ex agente segreto Filippo Mineo davanti al magistrato, Alberto Vannini, capogruppo in Consiglio comunale de La tua Bologna, non rinuncia a presentare la lista dei 132 candidati nei quartieri (38 donne). Dopo la conferenza stampa, a fianco di un Carlo Monaco che esclude dall’ordine del giorno qualunque altro argomento che non siano i quartieri, Vannini si concede ai giornalisti, ma dirotta sul proprio avvocato ogni domanda sull’inchiesta della Procura, in cui risulta indagato per violazione della privacy e pubblicazione arbitraria di atti giudiziari, insieme allo stesso ex agente e a un altro guazzalochiano, Marco Zanzi. Sia Zanzi che Vannini dovrebbero essere sentiti domani dal pm Luigi Persico, titolare delle indagini.

Il legale di Vannini, Gabriele Bordoni, ieri sera ha detto che il suo assistito ha chiesto la visura del casellario giudiziario di Alfredo Cazzola perché «voleva essere correttamente informato di quel che diceva», ma pensava che quel documento «fosse stato ottenuto con mezzi leciti».

Ieri Giorgio Guazzaloca ha definito Vannini «una persona seria» che «alle volte butta il cuore oltre l’ostacolo». La definizione è piaciuta all’interessato, che rivendica la propria indipendenza all’interno della lista civica:

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A una cronista che gli chiede «se ne aveva parlato col Guazza», Vannini risponde così:

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Durante il confronto con i cronisti, il cellulare del consigliere squilla, è una telefonata di solidarietà. «Me ne sono arrivate 150. Prendo tanti di quei voti, stavolta!», scommette fiducioso il numero 3 nella lista dell’ex sindaco.

Picture in thumbnail by Roberto Serra/Iguana press

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