26 nov. – La fusione della Valsamoggia s’ha da fare, ma con calma cercando di vincere le perplessità di chi ha votato No. Lo dice il Partito Democratico dopo l’esito del referendum consultivo di ieri che ha visto, con una partecipazione intorno al 50% degli aventi diritto, vincere di poco i Sì. Il capogruppo democratico in Regione, Marco Monari, si aspettava il No di Savigno ma non quello di Bazzano: “Il risultato di Bazzano – dice Monari – mi ha lasciato sorpreso, negativamente”.
Non c’è fretta, quindi, di portare a termine l’iter della legge regionale che dovrebbe fondere insieme Monteveglio, Crespellano, Bazzano, Castello di Serravalle e Savigno. Se ne riparlerà l’anno prossimo. Nel frattempo si cercherà di capire le ragioni e di dare risposte a chi si è opposto alla fusione, dando più spazio ai territori.
Gian Guido Naldi, capogruppo di Sel in Regione, che da sempre aveva non poche perplessità sul metodo scelto per la fusione, invita ad avere calma e a studiare un metodo di partecipazione più forte. Chi invece attacca frontalmente è il movimento 5 stelle che con il capogruppo Andrea Defranceschi dice: “Fallimento partecipativo“. Pdl e Lega Nord vogliono lo stop alla legge.

