Bologna, 30 gen. – Utili accantonati, ma solo fino alla liquidazione. In vista del bando di gara sulle mense scolastiche gli utili di Seribo, che ammontano ad un milione e mezzo di euro, sono stati accantonati, ma verranno nel momento della liquidazione divisi tra il Comune (51%) e il socio privato, Campanella, che comprende Camst ed Elior.
Per evitare che la quota comunale vada dispersa nella cessione del ramo pubblico il Comune di Bologna sta valutando di fare subito “tutti gli investimenti sui centri pasti“, in modo da “ridurre la durata dell’appalto”. Lo ha annunciato in Consiglio comunale la vicesindaco Silvia Giannini, rispondendo in question time alla domanda di attualità dell”esponente M5s Marco Piazza. Il grillino, che è anche presidente della commissione Bilancio, si è detto contrario a un appalto lungo per le mense, perché “ci andremmo a legare le mani per troppo tempo in una fase di passaggio”.
Giannini ha confermato che, con la liquidazione di Seribo, il socio privato si porterà via il 49% cifra (circa 700.000 euro), “di fatto rinunciando al suo diritto al 90% degli utili- precisa la vicesindaco e poiché riceverà il 49% delle riserve in fase di liquidazione della società, ha di fatto rinunciato alla differenza fra il 90% e il 49% degli utili stessi, per un ammontare di circa 625.000 euro”. Gli utili accantonati, precisa la vicesindaco, “entreranno nella valore di liquidazione della società, senza interferire con la valutazione del valore di cessione del ramo d’azienda, che è in corso di valutazione”. Insomma, “le riserve non c’entrano con la cessione di ramo d’azienda, c’entrano con la liquidazione”.
La parte di attivo che sarà incassata dal Comune in base alla sua quota nella liquidazione di Seribo, assicura Giannini, “sarà reinvestita nel servizio di refezione scolastica, soprattutto per quanto riguarda la realizzazione dei nuovi centri pasto”, che sono e resteranno del Comune, anche dopo la gara. Sul futuro della refezione scolastica è in programma per lunedì 2 febbraio un incontro con i sindacati ed è previsto alle 18 anche un presidio della Cgil.
Nel frattempo la commissione Mensa ha approvato le linee di indirizzo per il servizio. Secondo le regole, frutto di un anno di discussioni, i nuovi pasti dovranno contenere prodotti bio o in alternativa Dop, come il prosciutto di Parma o l’asparago di Altedo.

